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Ritratto di OliPaz
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Perché lo Zucchero nell'omeopatia?

premettendo che sono piuttosto ignorante della materia...
da quello che ho capito, esemplificando al massimo, l'omeopatia si basa sul fatto che le <informazioni> di una data sostanza, che viene diluita x volte fino a non essere più fisicamente rintracciabile nel suo diluente, vi rimangano presenti e anzi, siano tanto più intense quanto più alta è la diluizione. Queste informazioni sono in grado di curare le malattie che la stessa sostanza, se assunta, avrebbe potuto generare.
Esiste un'enorme produzione bibliografica e numerosi studi sui principi e sugli effetti dell'omeopatica, anche in campi che esulano dalla medicina. Sull'efficacia o meno di questi c'è un dibattito aperto da decenni, e in questo caso non mi interessa...
Quello che mi riesce difficile comprendere è il motivo per cui i famosi granuli omeopatici siano costituiti fondamentalmente da due zuccheri: il lattosio e il saccarosio, entrambi prodotti che - a detta di molti nel mondo scientifico, medico e soprattutto in quello della medicina alternativa - sono o possono essere estremamente dannosi per l'organismo.
L'uno presenta problemi di assimilazione in gran parte degli esseri umani adulti con conseguenti disturbi gastrointestinali, il secondo è un prodotto ultra-raffinato che provoca assuefazione, problemi dentali, obesità, diabete, emicranie (e tanto altro...).
La mia domanda quindi è:
Perché si usano queste sostanze in omeopatia?

Ritratto di bamale
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Re: Perché lo Zucchero nell'omeopatia?

La forma migliore di somministrazione dei rimedi omeopatici è e rimane l'assorbimento sublinguale: è necessario ricercare quindi una forma farmaceutica in grado di garantire un assorbimento ottimale, la possibilità di conservare a lungo il preparato e la sua praticità di utilizzo in ogni situazione. I granulini di zucchero rispondono efficacemente e tutte queste distinte esigenze.
L'utilizzo di eccipienti come il saccarosio e il lattosio permette una maggiore praticità d'uso: un tubicino omeopatico può essere facilmente trapostato in tasca a differenza di una più voluminosa boccetta di vetro con relativa pipetta. I granuli possono essere depositati tranquillamente sotto la lingua in ogni momento della giornata.
Inoltre i rimedi in soluzione alcolica sono controindicati per tutte quelle persone che devono e vogliono evitare l'alcol: pensiamo semplicemente ai bambini.
Hahnemann parla espressamente di lattosio di ottima qualità, e su questo è molto esplicito. Non vi è da credere che Hahnemann abbia scelto casualmente un disaccaride, o che la sua scelta sia stata dettata da criteri di economia, di comodità o di praticità d’uso, infatti si dilunga specificando le caratteristiche di purezza del lattosio o del saccarosio da usare, perfettamente puro, cristallizzato su fili e che si trova in commercio in bastoni cilindrici. Il migliore, non il più facile da trovare.
Tutto questo porta a credere che conoscesse molto bene una caratteristica degli zuccheri: la triboelettricità, e che questa sia un fenomeno molto importante nella produzione del farmaco omeopatico.
La triboelettricità è presente sia nei disaccaridi riducenti, come il lattosio, cioè il 4-b-D-galattopiranosil-a-D-glucopiranoso,
e in qelli non riducenti, come il saccarosio, cioè il a-D-glucopiranosil-b-D-fruttofuranoside. Ambedue vengono usati nella preparazione del farmaco omeopatico, quindi non deve annettersi importanza al fatto che uno è riducente, e l’altro no. La triboelettricità è una caratteristica di certe sostanze che allo stato puro sono in forma cristallina, e consiste nella produzione
di differenze di potenziale, e conseguente liberazione di cariche elettriche, quando il cristallo venga frantumato,
come viene frantumato il lattosio nel mortaio durante la triturazione, a causa della rottura dei piani e dei reticoli
cristallini. Il fenomeno della triboelettricità e della triboluminescenza, che ne è una manifestazione, era senz’altro noto ad Hahnemann, infatti risulta conosciuto ai suoi tempi, essendo stato tra l’altro descritto già in una memoria pubblicata dall’Accademia del Cimento nel secolo XVII, intitolata “Sui corpi che producono luce”.

Ritratto di bamale
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Re: Perché lo Zucchero nell'omeopatia?

Ci vogliono 40 granuli per ottenere 1g di saccarosio (zucchero).
Una terapia prevede normalmente la somministrazione di una decina di granuli al giorno, corrispondente ad un apporto di 250 mg di saccarosio al giorno. Le dosi unitarie, che si assumono tutte in una volta possono apportare fino a 500 mg di saccarosio a dose. Quindi granuli e globuli possono essere somministrati ai diabetici, previa consultazione con il medico curante, perchè dipende dallo stadio del diabete e dal tipo di alimentazione che il paziente ha abitualmente.
Riassumendo il saccarosio contenuto nei granuli e dei globuli è quantitativamente poco e potrebbe essere compatibile anche con la malattia diabetica.

Ogni rimedio omeopatico e ogni diluizione possono essere preparati sotto forma liquida, in gocce, e così si aggira il problema, eliminando il supporto. I laboratori omeopatici le preparano regolarmente e in tempi brevi.

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