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Ritratto di OliPaz
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Un fiume sotto la città di Roma

Ho letto in un articolo sul Corriere di Martedì 10/02/09 che a più di 30 metri sotto il Tevere scorre una specie di fiume sotterraneo, con una temperatura media di 20 gradi, che con l'uso dell'opportuna tecnologia potrebbe essere sfruttato come fonte geotermica per "riscaldare e rinfrescare gran parte dei condomini della capitale"  (!) ... Vi immaginate quanta CO2 in meno!?...
Le mie domande sono più di una:
Secondo voi espert*, questo fluido a temperatura costante, verrebbe sfruttato direttamente dai singoli edifici, o verrebbe fatta una grande "centrale" che poi serve i singoli impianti?
Sappiamo che il geotermico è considerato una delle fonti energetiche più pulite. Ma quanto è impattante la tecnologia utilizzata? (pompe di calore? centraline? e poi?)
Qualcuno sa se a Roma si sta davvero mettendo in moto questa cosa?
Sapete di altre esperienze simili?
*grazie*

Ritratto di Cecchino
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Abitante
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Re: Un fiume sotto la città di Roma

Ciao ti trasmetto il mio punto di vista,

I sistemi geotermici potrebbero essere sfruttati anche su larga scala per impiani tipo teleriscaldamento (grande centrale, distribuzione e sottocentrali) anche se la gran parte della tecnologia fruibile e distribuita al momento è per taglie piccole più idonee per villette che per condomini o palazzi di taglia maggiore.

Ho visitato in Olanda un impianto a pompa di calore che riscalda e raffredda il più antico albergo d'Olanda con un sistema che sfrutta 2 ampolle di acqua marina poste a profondità diversa che sono a temperature diverse e costanti tutto l'anno, è un sistema realizzato con apparecchiature giapponesi; costo iniziale elevato ma rapido ammortamento grazie all'alto COP del sistema e soprattutto l'uso continuo degli impianti sia in estate che in inverno.

Considerando la particolarità di Roma, che dove scavi trovi, la vedo male una centrale di teleriscaldamento per il problema di distribuire il fluido dalla centrale ai condomini, dovrebbe essere inserita nella programmazione dei nuovi quartieri e nella ristrutturazione delle strade ma richiederebbe un coordinamento tra le varie entità quali comune, gestori delle reti telefoniche, banda larga, gas, acqua enel fogne e chi più ne ha ne metta....... ma la speranza e sempre l'ultima a morire.

Un impianto del genere potrebbe funzionare nella ristrutturazione dei grandi quartieri popolari o ex-popolari come dimostra l'esperienza dell'Ex Aler di Milano.

La programmazione degli interventi nei diversi settori della città ha però funzionato a Brescia dove il teleriscaldamento è ormai una realtà storica e sta funzionando a Sondalo (vicino a Sondrio) e in altre realta più o meno grandi, però ripeto il sottosuolo non è quello di Roma.

Le pompe di calore di qualità associano a costi mediamente più alti, tempi di recupero brevi e una grande longevità di prodotto; una società svedese che commercializzava in alto adige con la quale sono venuto in contatto alcuni anni fa produceva le sue apparecchiature con prodotti facilmente recuperabili (soprattutto alluminio e rame) limitando l'uso della plastica, per contro aveva costi mediamente del 15% più alti dei concorrenti di pari livello; verosimilmente per questo motivo è scomparsa dal mercato italiano. Si dovrebbe essere disposti a spendere un pò di più per ottenere un prodotto "etico" ma questo è un altro discorso.

Ciao

Cecchino

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