Esistono esempi di lotte nonviolente in Italia che hanno prodotto risultati concreti?
Esistono esempi di lotte nonviolente in Italia che hanno prodotto risultati concreti?
>Esistono esempi di lotte nonviolente in Italia che hanno prodotto risultati concreti?
Beh, documentandomi un pò ho scoperto il caso significativo di Pietro Pinna, che è entrato nella storia come il primo obiettore di coscienza della modernità in Italia. La risonanza dei processi, delle condanne e delle carcerazioni che subì nei primi anni del dopoguerra, perché pensava che
/«...La guerra, nonostante l’abnegazione e l’eroismo ispirati dall’amor di patria, si traduce ad un tradimento totale dell’idea morale, distrugge completamente ogni sentimento di umanità, e con ciò misconosce imperdonabilmente il valore divino della vita umana. Nessuna legge deve cercare di violentare la coscienza dell’individuo al punto di impedirgli di realizzare i suoi destini, di vivere per quei principi a cui si sente nato e nei quali trova la sua ragione di esistenza come uomo»/,
diedero il via, anche grazie all'impegno e all'opera di Aldo Capitini (definito da alcuni "il Gandhi italiano", fondatore del Movimento nonviolento per la Pace e della Marcia della Pace Perugia-Asissi) a un dibattito ventennale che portò nel 1972 alla "Legge Marcora", che regolamentò l'obiezione di coscienza.
Una legge che per più di 30 anni ha permesso a migliaia di giovani di scegliere concretamente un'alternativa al servizio militare.
...altro personaggio importante riguardo la non violenza attiva è stato Danilo Dolci...
libellula
La nonviolenza è antica come le montagne e molto più diffusa di quel che si pensi ... Per rimanere su cose "grosse" e rispondere al quesito dobbiamo senz'altro ricordare le molte battaglie sindacali attraverso scioperi, dimostrazioni, manifestazioni e altre forme di lotta che sono descritte in tutti i manuali della nonviolenza.
Sono senza dubbio uno degli esempi più documentati e importanti di lotte che sono state svolte con successo per ottenere il riconoscimento di molti diritti dei lavoratori.
Bella domanda comunque: interessante se insieme compiliamo un'elenco di azioni nonviolente made in italy!
mi pare che ragionare in termini di "risultato concreto" sia fuorviante in questo caso. il fine di una azione non violenta è l'azione non violenta in sé. non ci sono traguardi, premi o medaglie. c'è solo un percorso di comprensione e trasformazione, apertura confronto...ma verso sé stessi anzitutto e soprattutto, non verso un "mondo-esterno-da-cambiare-come-ci-pare"
Il fine di ogni azione e' il risultato 
Non puo' essere che il fine di un'azione non violenta sia l'azione in se'!
L'azione non violenta e' alternativa all'azione violenta di soppressione dell'avversario.
Ma l'obiettivo e' sempre lo stesso: vincere.
Pero' rispettando l'avversario.
"vincere"?? cosa?come?chi?
non c'è nulla e nessuno da vincere: è proprio questo che va compreso. non si tratta di una "alternativa" ma di un "totalmente altro".
la non violenza è anzitutto verso sé stessi: ciò che va cambiato è il proprio io, il rapporto con l'altro e l'esterno, il superamento della dualità e della contrapposizione; non ci sono avversari. il solo fatto di considerare l'altro come altro ci pone fuori dall'ahimsa, il fatto di considerarlo "avversario" ci riporta al pensiero duale e alla himsa.
se come dici il fine di ogni azione è il risultato (cosa su cui non sono d'accordo), allora il risultato dell'ahimsa è porre in essere se stessa, semplicemente.
grazie
ciao
nella storia italiana ricorderei come grande persone non violente oltre a Capitini, Danilo Dolci, anche Don Milani e la scuola di barbiana, Lanza del Vasto e la Comunità dell'Arca...
la non violenza per me è partedi noi, ma richiede un impegno ed una responsabilità tale che sconvolge lo spirito e ci induce in un percorso profondo a tu per tu con noi stessi...