Partecipo con la mia famiglia da qualche anno ad un GAS.
Nella scelta delle verdure selezioniamo contadini più vicini possibile alla nostra città e che con certificazione BIO o certificazione partecipata garantiscano verdure prodotte con criteri di salvaguardia della salute e dell'ambiente.
Per alcuni prodotti, come la frutta, che viene da più lontano (arance, clementine, avocados), ma anche per verdure locali le unità minime di ordine sono dai 5 ai 15 Kg.
Pur essendo una famiglia di 5 persone, abbiamo spesso difficoltà a smaltire le "cassette" di frutta da 10 Kg, e quando non ci è possibile mettersi d'accordo con altre famiglie per dividere la cassa, desisitiamo nell'ordine. Ad onor del vero, desistiamo spesso anche solo per il fatto che non riusciamo ad accordarci per il ritiro (alla tale ora nel tal posto) e per non volere accumulare i nostri ordini (anche solo per 1/2 giorni) a casa del referente.
In sintesi nella nostra vita quotidiana finiamo per comprare un po' dai GAS e un po' nei soliti supermercati.
Nell'ultima riunione del nostro GAS è stata presentata una iniziativa che è nata nella nostra città: una cooperativa sociale che ha messo su un negozio di prodotti locali con consegne a domicilio.
Se vogliamo il concetto è quello della "vecchia" bottega: qualcuno compra in quantità da grossista (la bottega) e poi chi vuole va a comprare lì le quantità necessarie.
Devo dire che qualcuno nel GAS ha storto la bocca: " ma come! così si torna alla bottega!".
Personalmente ritengo che avere un posto dove trovare gli stessi prodotti dei GAS in maniera continuativa sarebbe un'ottimo affiancamento ai GAS stessi e soprattutto una seria alternativa agli acquisti nei supermercati. Se questo significa, come è lecito e naturale, che i prezzi saranno più alti che non la fornitura diretta dai contadini, lo trovo eticamente più che accettabile, posto che il lavoro va sempre ricompensato, sia che si tratti di contadini che di "intermediari", e posto che tra i due compensi via sia pari dignità.
Mi sembra un ottimo modo per dare a noi fruitori di GAS un alternativa e soprattutto per avvicinare più consumatori (meno consapevoli) alla filiera corta.
Che ne pensate?
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