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Ritratto di Andrea Tracanzan
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I marchi di certificazione del commercio equo e solidale

Come nasce la certificazione di un prodotto Fairtrade?

Ritratto di Francesca
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Re: I marchi di certificazione del commercio equo e solidale

Fairtrade Labelling Organizations
FLO, Federazione internazionale dei marchi di garanzia del commercio equo e solidale, raggruppa attualmente 20 organizzazioni che operano in Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Messico. Tutte queste Iniziative Nazionali sono organizzazioni senza scopo di lucro che promuovono il Commercio Equo e Solidale, svolgono azione di lobby, trattano con gli importatori e i commercianti al dettaglio, diffondono informazioni sul Commercio Equo Solidale e organizzano campagne educative. FLO si incarica di stabilire i criteri del Commercio Equo e Solidale e ne controlla il rispetto da parte dei produttori e degli importatori.

Questi i criteri per la certificazione:

Produttore
Si sceglie di collaborare con gruppi che hanno scarse o nessuna possibilità di accesso al mercato tradizionale, assicurandosi che tutti i membri partecipino al processo decisionale sull'utilizzo dei benefici derivanti dal prezzo pagato dal mercato equo. I produttori che rientrano in questi criteri vengono inseriti in un "Registro dei Produttori" tenuto da FLO. Le strutture nella maggior parte dei casi sono Consorzi o Associazioni di Cooperative.

Prezzo equo
E' stabilito un prezzo minimo che copra non solo i costi di produzione, ma assicuri al gruppo produttore un margine per investimenti.
Viene inoltre riconosciuta una quota di prezzo destinata ad investimenti sociali, il Fair Trade Premium. La decisione sull'utilizzo del FairTrade Premium spetta all'assemblea dei soci e dei produttori.
Il prezzo effettivo pagato può essere anche molto più alto del prezzo minimo. Viene infatti fissato, seguendo anche l'andamento delle Borse, tra il gruppo produttore ed il licenziatario, prima dell'imbarco del prodotto.

Supporto finanziario
I produttori hanno diritto a richiedere prefinanziamenti e/o garanzie creditizie al compratore, fino al 60% del valore del contratto. Questo per evitare che si inneschi la spirale del credito usurario e per garantire il capitale di lavoro ai produttori.

Relazioni durevoli
Impegno a stabilire relazioni commerciali stabili ed a programmare gli acquisti nel lungo periodo, in modo che i produttori possano pianificare con maggiore certezza il loro futuro. La durata di questi accordi comprende almeno due raccolti e viene definita tra gruppo produttore e licenziatario.

se vuoi approfondire puoi visitare il sito http://www.transfair.it/index.html

Buona lettura

Ritratto di marcocos
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Re: I marchi di certificazione del commercio equo e solidale

Ciao,

oltre alla certificazione di prodotto da parte di FLO, descritta nel post precedente, c'è quella di sistema realizzata da Ifat, l'organizzazione internazionale che raggruppa produttori e importatori del comes. Quest'ultima è anche la forma di certificazione più diffusa in Italia, dato che i prodotti di CTM Altromercato (il più grande importatore italiano e il secondo al mondo) e di numerosi altri importatori italiani non hanno un marchio di certificazione FLO (Transfair), ma sono garantiti dall'iscrizione del consorzio al registro Ifat.

Il principale vantaggio di questo tipo di certificazione, rispetto al precedente, è che, prendendo in considerazione l'intera organizzazione e non il prodotto, non consente la certificazione di un singolo prodotto equo-solidale da parte di un'organizzazione che normalmente, nelle altre linee di produzione, non adopera criteri etici (come già avvenuto con Nestlè in Inghilterra).

A mio parere questo sistema di certificazione è dunque più consono al vero "spirito" del commercio equo.

Marco

Ritratto di leoale4
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Registrato: 24/03/2009
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Re: I marchi di certificazione del commercio equo e solidale

Correggo il precedente post: IFAT ha cambiato nome, ora si chiama WFTO ossia World Fair Trade Organization.
WFTO offre la possibilità di certificare organizzazioni. FLO Fairtrade Labelling Organization certifica prodotti.

Nel primo, il marchio rilasciato serve ad uso promozionale e certifica che l'azienda segue i principi che puoi trovare in: www.wfto.com .

Nel secondo, il marchio identifica il rispetto degli standard di prodotto elaborati da FLO. Il marchio può essere apposto sul prodotto, ciò non avviene nel caso precedente.

L'ente di certificazione di FLO è flo-cert. Offre una certificazione di parte terza, ossia indipendente, garantita dalle norme internazionali ISO.
WFTO non offre certificazione di parte terza e non ci sono norme che verificano il grado di indipendenza.

Gli standard FLO sono molto esigenti mentre nel WFTO si parla di 10 principi base, molto generali.
FLO regolamenta anche i prezzi (pagati ai produttori) attraverso uno standard. Fa rispettare inoltre una lista di sostanze e/o materiali proibiti nella produzione e commercio dei prodotti Ft.

Il sistema di certificazione è molto complesso. Varia dalla realtà presa in considerazione. Dagli standard che vengono applicati.
Alcuni sono più onerosi altri meno. Alcuni offrono più garanzie altri meno. Poi diventa una questione di costi e di obbiettivi, non ultimo di scelta "politica/filosofica".. background.

Perde senso dire quale sia il migliore.

Ritratto di Sgurts
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Registrato: 29/03/2009
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Re: I marchi di certificazione del commercio equo e solidale

In Italia è presente un' associazione che certifica le associazioni che svolgono attività di commercio equo e solidale
l'AGICES e' l'associazione di categoria delle organizzazioni che promuovono i prodotti e la cultura del commercio equo e solidale in Italia, ed e' l’ente depositario della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale.
La promozione e la tutela del commercio equo come definito e descritto dalla Carta Italiana dei Criteri. Inoltre, su mandato esplicito dell’Assemblea dei Soci, rappresenta l’azione delle organizzazioni italiane di commercio equo che si riconoscono nella Carta Italiana dei Criteri.
L'AGICES, infine, ha fra i suoi scopi quello di gestire il Registro Italiano delle Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale attraverso l’individuazione di standard ed indicatori oggettivi, concreti e verificabili, che rappresentano la trasposizione operativa dei principi generali contenuti nella Carta dei Criteri.

Ritratto di iggy
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Registrato: 28/03/2009
Punti: 3
Re: I marchi di certificazione del commercio equo e solidale

venivo a rispondere, ma vedo che praticamente tutto è giaà stato scritto..

alché pongo una domanda: che voi sappiate è possibile classificare un prodotto come equosolidale se un'associazione, una cooperativa, una bottega, o altro attore, che entra in contatto con una comunità del sud del mondo, propone a questa comunità di - genericamente - produrre qualcosa che poi verrà commercializzato nel nord del mondo dalla cooperativa, associazione, stessa senza che nessuno degli enti certificatori già citati vengano coinvolti?
ovviamente tutto rispettando i criteri e le regole del comes..

Ritratto di marcocos
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Abitante
Registrato: 18/03/2009
Punti: 14
Re: I marchi di certificazione del commercio equo e solidale

Bè si può fare in una delle modalità indicate nei post precedenti:
1. Certificare il prodotto, rivolgendosi a FLO
2. Certificare l'organizzazione importatrice attraverso l'adesione a WFTO (ex IFAT) in ambito internazionale o ad AGICES in ambito nazionale.

Altrimenti utilizzare la dicitura "equo-solidale" sul prodotto non sarebbe illegale (poichè in Italia non esiste ancora una legge che fissi questa definizione) ma almeno scorretto, rispetto alle regole del movimento.

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