
la prima notizia è che con le firme ci dovremmo essere (almeno, così mi garantisce alfredo milione)
la seconda è che ormai siamo a quota 5 incontri. cioè serate, cioè piccoli gruppi di soci, in zone sperse della città, a ragionare di denaro, bilanci, economia sociale. organizzano i soci attivi nelle rispettive zone di riferimento.
se bancaetica ha il banchiere ambulante, potrà ben avere il suo candidato ambulante!
mezzo di trasporto utilizzato: bicicletta (nonstante le nevicate) e ferrovia.
luoghi: circoli arci, negozi del commercio equo solidale, associazioni.
copione: un (metaforico) mettersi a nudo, raccontare le motivazioni, le competenze e i progetti. ascoltare senza ruffianerie e praticare il valore di una ritualità (il rinnovo del cidià) piena di contenuti. quindi niente affatto istituzionale.
corsico 24 febbraio circolo arci: ovvero “quanto è lontana via melzo?”
a corsico ha appena aperto “buonmercato”, un punto informativo di finanza etica, fortemente voluto da soci radicati ed attivi, nodi di reti che coinvolgono il sindacato, i partiti politici, l’associazionismo. è l’occasione per fare il punto sulle attività di bancaetica, sulle attese per il secondo decennio. attese che sono fortemente vissute dalle persone che hanno contribuito alla nascita della banca, non meno che da chi si è avvicinato solo in tempi recenti. le domande sono concrete e concentrate sulla possibilità di essere banca capillare, organica alle reti che innervano il territorio, senza i capitali per creare una rete estesa di filiali. come funziona la convenzione con le poste e con la popolare di milano? quali le nuove funzionalità del conto on-line?
garbagnate 4 marzo la bottega del grillo: “un negozio strappato alla mafia”.
ferrovie nord alle ottodisera di una nebbiosa milano. sul treno incontro un compagno di classe di mia figlia, vicino alla laurea in economia europea. cerco di capire: cos’è l’economia europea? che bagaglio di attese, competenze porta un ventenne all’economia europea? gli racconto di banca etica e della trama dell’economia solidale, che tiene insieme – “nonostante” – l’economia ufficiale frantumata dalla truffa neo-liberista. la bottega del grillo ha le saracinesche ancora abbassate. accanto un bar gestito da cinesi, poker machines a tappezzare i muri, una bambina che gioca sul pavimento in attesa di tornare a casa coi genitori. ora la bottega ci accoglie. il socio che organizza distende con cura il bandierone giallo, la riunione può iniziare. sono presenti soci dalle zone vicine: novate, paderno, bollate. ognuno ha una storia di impegno locale da raccontare: la lotta alla discarica, la battaglia sull’inceneritore, la difesa della scuola pubblica. da cui nascono associazioni, botteghe, luoghi di incontro, che organizzano cultura e convivilità, che rappresentano progetti finanziabili, perchè i promotori sono gente concreta, che è abituata a fare i tavoli con le gambe dritte. con il territorio che dà fiducia e sceglie di sostenere.
bresso 5 marzo circolo arci guernica: dove batte “il cuore caldo (e rosso) della città”. si parte da porta venezia, gioia, farini, imbonati. sosta (non esattamente veloce) da amilcare che scodella trippa alla cremonese e accudisce tante e diverse persone. niguarda, affori, bruzzano, bresso: palazzi, rotaie, svincoli, centri commerciali, pizzerie, tatuaggi e unghie dai mille colori. la città si distende in ampi viali, si aggomitola nei vecchi centri storici. davanti agli occhi del ciclista, comodamente seduto, scorre il film della città. antonio ci aspetta sulla porta del circolo, anima e storia dei quindici “impiegati, operai, studenti, alcuni da poco approdati a Bresso, provenienti da ogni parte d’Italia, molti dal Sud, altri dal Veneto e dalla Liguria, prima da soli e poi con le famiglie, con le loro storie e le loro speranze, altri già residenti in loco da generazioni. tutti accomunati dagli stessi ideali e dalla speranza di un futuro sereno per loro e per le famiglie che via via si sarebbero formate. anche questa sera partecipano soci esperti, che rispondono alle domande e hanno molto da insegnare al candidato ambulante e soci “giovani”, che giustamente scelgono banca etica in quanto banca, come prima ed unica banca e si aspettano servizi efficenti e concorrenziali, risposte tempestive alle normali esigenze delle normali famiglie. parliamo anche di una cooperativa appena costituita da giovani insegnanti, che propongono percorsi di sostegno scolastico agli alunni della zona, attraverso la rete associativa di bresso. per partire hanno bisogno di credito, l’arci ci crede. banca etica? saranno capaci di mettere insieme i dati che servono per una istruttoria? banca etica ha tempo, risorse e voglia di affiancare questa nuova impresa sociale? e il conto economico regge questo investimento?
milano 9 marzo la schisceta “come si misura l’efficenza di una banca etica?”.
stasera siamo a porta genova, lo storico quartiere della conca del naviglio, ora borghese e “alla moda”. di là la sede del gas, di qua una rosticceria biologica per clienti raffinati (e un po’ pigri ai fornelli). non siamo solo soci, perchè è una occasione per parlare della banca popolare che in dieci anni ha dimostrato che c’è una alternativa al ciclo perverso speculazione / crack. e intende raccogliere nuovi capitali per sostenere il sentiero di crescita. tra i presenti c’è chi sa leggere molto bene bilanci e note integrative. domanda chiarimenti sul rapporto impieghi / dipendenti e sugli altri indicatori di efficenza, che appaiono disallineati dai valori di istituzioni confrontabili. sappiamo che la banca è spalmata sul territorio nazionale, fatto che genera costi. che ha un alto livello di attenzione ai rischi ed alle implicazioni etico-sociali, altro fatto che genera altri costi, e così via... accenniamo alla posssibilità di mobilitare i soci con esperienza di banca, che a titolo volontario e opportunamente formati, affiancherebbero la struttura per selezionare e pre-lavorare le tante segnalazioni, che ingolfano aree, filiali e banchieri ambulanti.
milano 10 marzo spazio tadini “e i diritti degli animali?”.
milano verso est, loreto e lambrate, per gli amici lola. qui la città è proprio metropoli e non si vergogna di esserlo, come forse accade nei quartieri residenziali dell’ovest. lo spazio tadini racconta la vita e le opere di uno straordinario artista, che apre una galleria a disposizione della città, per eventi culturali vari ed interessanti. “spazio”, “eventi”: devo ammettere che sono termini che mi dicono poco, cercherei di usarli il meno possibile, meglio ancora, mai. invece sono parole che prendono piede in men che non si dica. ed estirparle sarà dura... per quellei che siamo all’incontro, ci possiamo sedere attorno ad un tavolo, un salotto accogliente, con i moduli per le firme in bella evidenza, tra le riviste d’arte e architettura. spiegazione dei complessi meccanismi del rinnovo degli organi societari, panoramica sull’andamento della banca. poi una novità, un’argomento diverso che apre una finestra sul mondo: nella valutazione sociale ed in generale nella istruttoria, domanda elisabetta, tra i parametri analizzati, i diritti degli animali hanno spazio? in generale la risposta è si. però ammetto che molti di noi sono spiazzati. teniamo conto delle relazioni lavorative, del lavoro minorile, dell’impatto ambientale, delle discriminazioni di genere, sesso, razza... ma dei diritti degli animali? un esempio: i rapaci che finiscono tra le pale dei campi eolici, li abbiamo mai contati?