


Francesco Bertolini dell'Università Bocconi di Milano ha partecipato come relatore al workshop "Le stoviglie compostabili nelle mense scolastiche. Un modello per l'expo?" organizzato da Novamont.
Francesco Bertolini ha introdotto e approfondito il tema del GPP (Green public procurement) nella ristorazione collettiva, dimostrando come i costi organizzativi e amministrativi alti nella fase di star-up, vengono ampiamente compensati dai risparmi generati nel ciclo di vita dei prodotti acquistati. Inoltre ha dimostrato che i benefici sono anche educativi e quindi di sensibilizzazione ai problemi dell'ambiente se il GPP è applicato nel mondo della ristorazione collettiva.
Ecco il testo dell'intervento (scarcabile a fondo pagina)
LE STOVIGLIE BIODEGRADABILI NELLE MENSE SCOLASTICHE. UN MODELLO PER L’EXPO?
IL GPP NELLA RISTORAZIONE COLLETTIVA. PERCHÉ?
Nella ristorazione collettiva, in misura maggiore rispetto a quella commerciale, si ha la possibilità di accentrare e pianificare in modo sistematico le scelte organizzative.
La realizzazione di pratiche utili alla riduzione dell’impatto ambientale nell’ambito di consumi organizzati come quello della grande ristorazione può assumere significati educativi e di sensibilizzazione degli utenti alle tematiche ambientali in generale.
RISTORAZIONE COLLETTIVA: IL MERCATO
Valore del mercato 2008: 6, 3 miliardi di euro, di cui:
• 2,7 gestione diretta
• 3,6 appaltato
FLUSSI IN INGRESSO E UN USCITA RELATIVI ALLA PRODUZIONE E AL CONSUMO DEI PASTI
LA PRODUZIONE DI RIFIUTI CONNESSA ALLA RISTORAZIONE COLLETTIVA
•7 milioni di italiani usufruiscono ogni giorno del servizio mense
•Rifiuti prodotti in Italia dalla ristorazione collettiva: 45 KG / PROCAPITE
Fonte dati: FIPE – Confcommercio, 2006
Fonte: Linee guida per l’integrazione dei requisiti ambientali negli acquisti. Alimenti e servizi di ristorazione, dicembre 2006, Provincia di Torino
GREEN PUBLIC PROCUREMENT E RISTORAZIONE COLLETTIVA: TOOLKIT UNIONE EUROPEA
CLAUSOLE DI ESECUZIONE
1. Per ridurre la produzione di rifiuti, gli alimenti e le bevande devono essere
serviti impiegando posate, stoviglie, bicchieri e tovaglie riutilizzabili oppure
bicchieri e stoviglie o altri materiali da ristorazione realizzati con materie prime rinnovabili.
I rifiuti prodotti durante la prestazione del servizio saranno raccolti in maniera
differenziata secondo il sistema stabilito dalla pubblica amministrazione, che
comprende le frazioni di [definire qui le frazioni di rifiuti da raccogliere in maniera
differenziata in base alle norme amministrative locali].
GREEN PUBLIC PROCUREMENT E RISTORAZIONE COLLETTIVA: APPROCCIO
• Acquisto di alimenti biologici.
• Acquisto di alimenti prodotti con "sistemi di produzione integrati".
• Acquisto di prodotti dell'acquacoltura o del mare ottenuti o catturati in modo sostenibile.
• Acquisto di prodotti zootecnici che rispettano elevati standard di benessere.
• Acquisto di prodotti di stagione.
• Acquisto in grandi quantità o in imballaggi in larga parte riciclabili.
• Uso di posate, stoviglie, bicchieri e tovaglie riutilizzabili o biodegradabili
• Uso di prodotti in carta ecologici.
• Distribuzione di acqua e bevande sfuse, mediante soluzioni finalizzate all’eliminazione delle confezioni monouso
• Raccolta differenziata dei rifiuti e formazione del personale.
• Riduzione al minimo dell'uso di sostanze chimiche pericolose e utilizzo di detergenti
rispettosi dell'ambiente.
•Acquisto di attrezzature di cucina a ridotto consumo di acqua ed energia.
•Miglioramento degli itinerari di trasporto, aumento del rendimento energetico e riduzione delle emissioni dei veicoli utilizzati per effettuare i servizi di ristorazione.
GREEN PUBLIC PROCUREMENT E RISTORAZIONE COLLETTIVA: REGIONE LOMBARDIA
Accordo volontario tra imprese, Regione e Sistema Camerale per la valorizzazione di beni e servizi nei sistemi di approvvigionamenti sostenibili della PA lombarda
TAVOLI TECNICI
•Information technology
•Veicoli
•Energia
•Ristorazione collettiva
OBIETTIVO: STIMARE LE IMPLICAZIONI ECONOMICHE DI UNA POLITICA DI ACQUISTI VERDI DA PARTE DELLA PA
Categorie merceologiche individuate dal PAN sul GPP
Individuate sulla base di criteri di significatività degli impatti ambientali e dei volumi di
spesa:
• Arredi
• Edilizia
• Gestione dei rifiuti
• Servizi urbani e al territorio
• Servizi energetici
• Elettronica
• Prodotti tessili e calzature
• Cancelleria
• Ristorazione
• Servizi di gestione degli edifici
• Trasporti
VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI DEL GPP IN EUROPA
In Europa la spesa pubblica per energia elettrica rappresenta il 6-7% del mercato di
riferimento, per un totale di circa 150.000 GWh/anno
• se tutta l’energia elettrica consumata venisse convertita in energia verde, si
eviterebbe l’emissione di 60 milioni ton C02/anno.
Se l’intero settore pubblico in Europa si dotasse di WC con sistema di risparmio idrico
• risparmio di acqua potabile: 190.407.539 mc/anno
Se si applicassero gli apparecchi rompigetto ai rubinetti
• risparmio di acqua potabile: 60.639.140 mc/anno
• beneficio economico complessivo: 527,110 milioni €/anno
Fonte: Impact Assessment of GPP in the EU, Commission Report 2008
Quanto costa attuare il GPP in un ente locale in Europa?
Costi organizzativi e amministrativi di start up alti, ma più che compensati dai risparmi generati nel ciclo di vita dei prodotti acquistati.
Un ente locale che implementa il GPP spende in media 226€/1.000 abitanti su un
periodo dai 2 ai 6 anni, così suddivisi *:
• 41€/1.000 ab. per valutazione procedure di acquisto, adattamento bandi,elaborazione dei criteri, valutazione impatti ambientali, verifica delle offerte;
• 28€/1.000 ab. per attività di comunicazione all’interno dell’ente e verso i fornitori;
• 157€/1.000 ab. per attività di formazione.
* Dati ottenuti su un campione di 20 enti locali europei differenti per
dimensioni ed esperienze precedenti su politiche di acquisti verdi
Fonte: Cost Benefit Analysis of Sustainable Public Procurement, SQW Ltd 2007
1. Analisi preliminare del mercato
• Definizione del fabbisogno
• Identificazione preliminare di prodotti presenti sul mercato sulla base di valutazioni di sintesi di prodotto e di azienda
Rassegna preliminare di ‘prodotti eccellenti’ adatti al fabbisogno della PA
2. Analisi dei criteri ambientali
Analisi e confronto tra i criteri ambientali:
• così come introdotti dal PAN
• così come richiesti finora dall’acquirente pubblico
• così come dichiarati dai venditori
3. Descrizione dello scenario attuale
• Identificazione del valore di mercato degli acquisti pubblici e loro segmentazione
• Descrizione dello scenario di status quo attraverso l’utilizzo di indicatori economici e ambientali calcolati su:
• I ‘prodotti eccellenti’ della Fase I (quelli ad oggi più vicini agli standard previsti dal PAN o da altri enti come Regione Lombardia)
4. Scenari a confronto
Comparazione tra lo scenario di status quo e lo scenario prospettico:
• Valutazione delle implicazioni ambientali ed economiche
• IMPLEMENTAZIONE PILOTA IN AREA CAMPIONE
CONFRONTO TRA GLI INDICATORI CALCOLATI NEI 2 SCENARI:
PERFORMANCE AMBIENTALE/ECONOMICA > SCENARIO ATTUALE E SCENARIO IDEALE
IL PROGETTO NOVAMONT – GMI
• 1. Analisi del mercato della ristorazione collettiva e conseguenze ambientali (focus su Regione Lombardia)
• 2. Analisi dei costi ambientali della ristorazione collettiva
Costi legati allo smaltimento e trattamento dei rifiuti
Costi energetici
• 3. Analisi delle opzioni disponibili
• 4. Focus sul confronto tra usa e getta tradizionali e prodotti biodegradabili

