(di Alessandro Farulli - fonte Greenreport)
Mentre l'hic et nunc imposto dai mercati fagocita pezzi di democrazia e costringe i governi - tecnici e non - a una politica di austerità, che fa mettere da parte al pronti via l'ambiente comunemente inteso e i diritti dei lavoratori, la Fao evidenzia con un nuovo trattato quali dovrebbero essere le priorità.
Almeno una delle priorità, visto che stiamo parlando di come nel 2050 «una popolazione mondiale in costante crescita arriverà a consumare due terzi di proteine animali in più di quanto non faccia attualmente, gravando ulteriormente sulle risorse naturali del pianeta».
Lo spread tra chi mangia troppo e chi mangia poco nel mondo è sempre ampio, ma non è sotto la lente come quello tra Bot tedeschi e europei, tuttavia bisognerà occuparsene perché «la crescita della popolazione e del reddito mondiale stanno alimentando un trend di progressivo aumento del consumo pro-capite di proteine animali nei paesi in via di sviluppo».
Lo riferisce il rapporto "World Livestock 2011: Livestock in food security" (La Zootecnia nel Mondo 2011) nel quale «si stima che il consumo di carne crescerà di circa il 73% entro il 2050, mentre il consumo di prodotti caseari salirà del 58% rispetto ai livelli odierni».
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2 commenti
OliPaz
L'amica Camilla Lattanzi commenta così sulla lista del nostro GAS. Pubblico dietro sua autorizzazione:
"Questo articolo è pieno di ambiguità, ci sono molti passaggi che avrebbero necessitato una più esaustiva articolazione e argomentazione
finanziare la ricerca epidemiologica e lo studio delle malattie per prevenire epidemie future nei paesi in cui si realizza il grosso della produzione zootecnica
suona come un invito alle multinazionali a praticare più vivisezione per capire come sfuttare al massimo gli animali imbottendoli di farmaci in modo che si riducano i danni per l'uomo (dei danni su di loro ce ne freghiamo altamente)
poi vorrei capire cosa significa "riciclare i sotto-prodotti agro-industriali tra le popolazioni di bestiame": è quello che già fanno, cioè dare in pasto agli animali le ossa dei loro simili già macellati?
è ambigua anche la proposta di "ridurre la quantità di acqua e cereali necessaria a produrre ogni dato ammontare di proteine animali"; che significa? forse ci sono alternative ma non ne sono a conoscenza: di che cosa dovrebbero nutrirsi gli animali allevati se non - nella migliore delle ipotesi - di acqua e cereali?
Altra frase formulata in modo ambiguo: «Il consumo medio di proteine animali in Africa è meno di un quarto di quello nelle Americhe, in Europa e in Oceania, ed è pari a solo il 17% del livello raccomandato di consumo di proteine in generale», riferisce sempre il rapporto Fao.
quel "solo" trae in inganno, sembra che sia insano o preoccupante il fatto che le proteine consumate siano in grandissima parte di origine non-animale, mentre invece è estremamente salutare!!! Paradossalmente la dieta africana è più sana della nostra: qualsiasi dietologo serio consiglia di alimentarsi di proteine animali in misura estremamente ridotta.
La conclusione poi fa veramente incazzare... dice: si potrebbe contrastare facilmente questo modello diventando tutti vegetariani. E sicuramente è un buon argomento, soprattutto sul piano della salute, che mangiare troppa carne non aiuta a crescere bensì alimenta il sorgere di malattie quali quelle vascolari e tumorali. Specialmente in occidente. Di certo non sono cose che si possono stabilire per legge. Ma se la legge non deve servire a tutelare i cittadini e l'ambiente (animali inclusi) a cosa deve servire? a trovare modalità produttive sempre più aberranti alimentando il patto tra allevamenti intensivi e settore chimico-farmaceutico?
Infine non so se notate che viene censurata (obviously) l'opzione "vegana", come se non esistesse ( forse il giornalista in questione non è al corrente?) e viene del tutto taciuta un'evidenza: la dieta vegetariana con latte e uova a volontà non ci difende dal dilagare degli allevamenti intensivi e dai mattatoi dato che anche in quel modello - e perfino nel bio - il dispositivo allevamento-mattatoio continuerebbe a trionfare e con esso il settore chimico-farmaceutico che lo sostiene.
Non so come se ne esca, il futuro alimentare del pianeta mi pare buio, anche guardando solo alla nostra specie e non anche alle altre (ammesso - e non concesso - che questo sia accettabile) questi dati comunque consolidano la certezza che il paradigma che dovremmo assumere come GAS è il modello alimentare "almeno" senza carne!"
Julie
Si l'articolo citato prova a dare un colpo al cerchio e uno alla botte, o almeno così sembrerebbe, e invece bisogna schierarsi per il mantenimento a qualunque costo di alcune abitudini (anche travestite da "ritoccate positivamente") o per la rinuncia a un prodotto INEFFICIENTE. Che la rinuncia poi sia praticata gradualmente o non riesca del tutto, contano le intenzioni, ok (ma per quanto ci potremo accontentare di esse, ancora?), ma almeno sul piano teorico non giriamoci intorno!
Comunque contropropongo questo post (che tra l'altro per esigenza di semplificazione non include la questione dell'ozono... perché ci sarebbe da dire qualcosa anche lì!):
http://jaulleixe.wordpress.com/2011/10/16/inefficienza-della-carne/