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L’importante occasione in seguito a un incontro dei giorni scorsi con Tremonti,
che si è impegnato a un percorso di dibattito e verifica della proposta con le associazioni promotrici.
 
Roma, 7 luglio 2009 Il manifesto promosso da Terra Futura e firmato da un ampio cartello di associazioni, che avanza e sollecita una proposta di riforma della finanza “per un’economia civile e solidale”, sarà postato nel blog di discussione pubblica aperto dall’Ocse in vista del G8 per la definizione dei nuovi  “Global legal standards” per l'economia e la finanza mondiale.
L’invito a prendere parte in tal modo al dibattito mondiale dei prossimi giorni è venuto direttamente dal Governo italiano, e fa seguito all’incontro, avvenuto nei giorni scorsi, tra il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e una delegazione delle realtà promotrici e partner di Terra Futura (Cisl, Banca popolare Etica, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Acli, Arci, Caritas e Legambiente) e delle numerose altre associazioni aderenti al manifesto (tra cui Azione Cattolica Italiana, Campagna per la riforma della Banca Mondiale, Cgm, Goel, Libera, Altro mercato,…).
Il documento, illustrato in quell’occasione al ministro, è promosso da Fiba-Cisl e appoggiato da Banca Etica e dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica oltre che da importanti sigle del terzo settore, ed è stato presentato lo scorso maggio in occasione della sesta edizione della manifestazione: si tratta della risposta alla crisi nata da una riflessione che ha trovato genesi e alleanze proprio in Terra Futura, la mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità che ogni anno è punto di incontro delle buone pratiche di vita, produzione, consumo e governo: un “laboratorio” di proposte concrete per un’economia più equilibrata, pulita, socialmente responsabile.
 
Dall’incontro, a cui hanno preso parte tra gli altri il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, Sabina Siniscalchi della Fondazione Culturale di Banca Etica, il presidente delle Acli Andrea Olivero, è emersa la disponibilità del ministro Tremonti ad avviare un percorso di confronto a tappe con tutte le organizzazioni che compongono il cartello di “Terra Futura”, a partire appunto dal vertice del G8 de L’Aquila. In autunno, poi, il confronto proseguirà in un convegno pubblico, organizzato dalle associazioni partner di Terra Futura, a cui lo stesso ministro ha già confermato la propria presenza, in vista di una verifica delle proposte che saranno discusse nel prossimo G20 di Pittsburgh.  
 
Il manifesto “Riformiamo la finanza per un’economia civile e solidale” intende stimolare il dibattito e propone soluzioni e regole - che si distinguono per concretezza e fattibilità - per il risanamento dell'economia e della finanza, contro la crisi di quel sistema che ha mostrato peraltro tutte le proprie vulnerabilità e storture. Quattro le aree d’intervento individuate, per ciascuna delle quali si indicano dunque azioni concrete: mercati finanziari, fiscalità, legalità, sostenibilità. Frutto della sintesi del confronto fra tutte le organizzazioni del cartello, il documento disegna le linee di un'economia e di una finanza alternative alla matrice culturale che ha scatenato la crisi, a partire da una Governance globale, una nuova Bretton Woods (la conferenza tenutasi nell’omonima cittadina statunitense, nel luglio 1944, che stabilì regole per le relazioni commerciali e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo) dotata di istituzioni democratiche, di poteri, di procedure sanzionatorie.
 
Perché riformare la finanza vuol dire soprattutto inserire regole per i soggetti e i prodotti del sistema. Rispetto alla fiscalità, oggi tutta a favore della speculazione finanziaria, la proposta chiede che le imprese socialmente responsabili certificate in quanto tali e il cui rating di responsabilità duri per almeno un triennio, possano godere di una  fiscalità di vantaggio, e che  le iniziative socialmente e  ambientalmente sostenibili siano defiscalizzate.
Sul versante della legalità si chiede di accelerare tutte le procedure per consegnare alle cooperative  sociali i terreni e i beni confiscati alla mafia; di abbassare la soglia del tasso usuraio; di garantire che le commodities, ossia le materie prime energetiche e alimentari, quelle che hanno avuto un impatto tremendo sulle aree povere del mondo, siano vigilate da un’Authority che ne assicuri la stabilità dei prezzi al fine di evitare effetti così dirompenti. Infine una tobin tax sulle transazioni valutarie e finanziarie di brevissimo periodo, quelle a natura speculativa, col cui gettito sarà possibile finanziare il raggiungimento dei Millennium Goals (Obiettivi del Millennio).
 
Spiega Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: «I punti della nostra proposta di riforma hanno raccolto una ampia condivisione, e a partire da domani saranno a pieno titolo introdotti nel dibattito internazionale. La Cisl e le Associazioni di Terra Futura saranno impegnate nel prossimo autunno, in vista del G20 di Pittsburg, a far sì che il dibattito sui global legal standards sia sempre più orientato a obiettivi di governance globale, redistribuzione della ricchezza e delle risorse, riduzione delle povertà, salvaguardia del pianeta».
«È un risultato storico – commenta Giuseppe Gallo, segretario generale della Fiba Cisl -: le associazioni che da sempre rappresentano il cuore pulsante della società civile hanno trovato una importante sintesi – per la prima volta – sugli importantissimi temi della regolamentazione dei processi finanziari ed economici».
«Il Manifesto per la Riforma della finanza, promosso a Terra Futura nell’edizione del 2009 dopo un percorso iniziato nel maggio 2008 anticipando la crisi, è stato condiviso con le maggiori reti sociali italiane ed è un contributo importantissimo che nasce dal basso, da chi tutti i giorni è a contatto con i problemi ma anche con le energie più positive del nostro Paese» evidenzia Ugo Biggeri, presidente della Fondazione culturale Responsabilità Etica, che continua: «L’attenzione che il ministro dell’Economia ha voluto dedicare a questa iniziativa rappresenta per noi un riconoscimento importante a cui speriamo seguano altri momenti di confronto concreti. E' anche la dimostrazione che con proposte concrete ed efficaci, la rete dei partner di Terra Futura, può riuscire a portare i temi del cambiamento verso un futuro sostenibile ai massimi livelli».
 
Aggiunge Fabio Salviato, presidente di Banca Popolare Etica: «Banca Etica nei suoi primi dieci anni di vita ha centrato il primo obiettivo che si era data: dimostrare – seppur su piccoli numeri - che è possibile fare finanza in modo etico, trovando il punto di equilibrio tra la giusta remunerazione dei risparmi e degli investimenti, il diritto di accesso al credito, la trasparenza, il sostegno a un’economia reale, solidale e pulita. Oggi, nel mezzo di questa gravissima crisi economica che ha smascherato l’insostenibilità del modello finanziario speculativo affermatosi negli ultimi decenni, la finanza etica ha dimostrato di poter rappresentare una proposta efficace, e che piccole banche  organizzate su scala sovranazionale possono rappresentare un modello per il futuro del sistema finanziario Europeo. Si apre per noi la sfida del “contagio”. Il nostro successo si misurerà anche sulla contaminazione etica che sapremo dare all’intero sistema, e la partecipazione con i partner di Terra Futura al dibattito in seno all’OCSE sui Global Legal Standards è un passo più che mai significativo di questa nuova fase».
Un sistema, quello della finanza etica, che anche a livello mondiale dimostra di avere buoni “numeri”, se si pensa che 11 sue istituzioni (riunite nella Global Alliance for Banking on Values) hanno assets per 10 miliardi di dollari e 7 milioni di clienti in 20 Paesi.
 
Andrea Olivero, presidente nazionale Acli, infine sottolinea: «È apprezzabile il ripensamento di Tremonti riguardo a sue posizioni degli anni scorsi; è evidente che il ministro sta riflettendo sul fatto che quelle regole su cui hanno poggiato fino ad oggi l’economia e la finanza non soltanto non garantiscono sviluppo, ma anche hanno portato a una situazione in cui l’economia è senza prospettive di futuro. Un’economia a cui è chiesto oggi di allargarsi a contenuti etici, annullando finalmente la contrapposizione tra sviluppo ed etica. Noi realtà del terzo settore siamo consapevoli del nostro possibile ruolo in tal senso e abbiamo saputo dimostrare in questi anni tutta la praticabilità di percorsi “alternativi” di economia e di sviluppo. Anche l’enciclica del papa, ricorda Olivero, presentata proprio ieri in Vaticano evidenzia che «l’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento», e sollecita a una “contaminazione” tra mondo profit e non profit invitando ad abbandonare queste strette categorie.
 

Il manifesto integrale di Terra Futura (e l'appello da firmare) è disponibile sui siti
www.riformiamolafinanza.it, www.bancaetica.it e www.terrafutura.it.


Pubblicato il Giovedì, 9 Luglio, 2009 - 12:06


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Nell’ambito della manifestazione “ECONOMIA³”, la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Firenze, la Regione Toscana e la Fondazione Culturale di Banca Etica promuovono il convegno:

 

DALLA FINANZA SENZA REGOLE ALLA FINANZA PER IL BENE COMUNE”

Prato, Monash University - Sala Grollo

Sabato, 26 settembre 2009

 

L’attuale congiuntura non ha precedenti nella storia economica mondiale, sia perché è amplificata e aggravata dalla globalizzazione, che espone ogni economia e ogni distretto ai suoi contraccolpi, sia perché è stata provocata dai comportamenti irresponsabili di una parte del mondo finanziario.

A un anno dalla deflagrazione della crisi, il convegno intende proporre una valutazione dell’impatto economico e sociale dei programmi avanzati in Italia e a livello internazionale e, nel contempo, capire se i comportamenti virtuosi che caratterizzano la cosiddetta “finanza etica” possono diventare la bussola per l’intero sistema finanziario.

 

PROGRAMMA

 

Ore 11.00 – 13.30

 

Saluto di apertura

  • Prof. Giampiero Nigro, Preside della Facoltà di Economia, Università di Firenze

  • Dr. Ugo Biggeri, Presidente Fondazione Culturale di Banca Etica

 

Relazione introduttiva:

La crisi: a che punto siamo?”

  • Dr. Ignazio Visco, Vice Direttore Generale della Banca d’Italia (*)

 

Primo panel

I Governi di fronte alla crisi: non solo piani di salvataggio, ma un sistema di regole condivise?”

* On. Alberto Giorgetti, Sottosegretario Ministero dell’Economia e delle Finanze (*)

* Prof. Alberto Berrini, economista

* Prof. Edoardo Reviglio, International University College
 

Dibattito

h. 13.30 – 14.30 Pausa pranzo

 

Ore 14.30 – 17.30

 

Secondo panel

Quali i comportamenti di una finanza al servizio della stabilità economica e dello sviluppo sociale?”

* Prof. Lorenzo Gai, Università di Firenze

* Sen. Mario Baldassarri, Presidente della Commissione Finanze Senato (*)

* Dr. Claudio Salini, Dirigente Consob

* Dr Fabio Salviato, Presidente di Banca Etica

Dibattito

 

Terzo Panel

La finanza etica: intuizione e pratica per un sistema finanziario più stabile e inclusivo?”

* Prof. Luca Bagnoli, Università di Firenze

* Prof. Giulio Tagliavini, Università di Parma

* Dr. Alessandro Messina, Responsabile Settore Crediti Retail, ABI

 Dibattito

 

Ore 17.30 – Chiusura dei lavori

 

(*) in attesa di conferma

 

Segreteria organizzativa del convegno:

convegno.fondazione@bancaetica.org Tel 02 66980737

 


Pubblicato il Venerdì, 28 Agosto, 2009 - 17:53


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Sabato 26 settembre a Prato si terrà il convegno "Dalla finanza senza regole alla finanza per il bene comune". L'appuntamento, promosso dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica, la Regione Toscana e la Facoltà di Economia dell'Università di Firenze, sarà l'occasione per fare il punto sulla finanza a un anno dalla crisi che ha colpito duramente l'economia globale e che ancora oggi riflette i suoi effetti in termini di squilibri sociali e ricadute sull'occupazione.

Ugo Biggeri, presidente della Fondazione Culturale di Banca Etica, anticipa così i contenuti e gli obiettivi dell'incontro: "la crisi finanziaria ci ha fatto scoprire quello che indirettamente la finanza etica aveva intuito: la globalizzazione sta facendo emergere nuove tipologie di beni comuni immateriali, beni  che hanno utilità funzionali all’esercizio di diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona. Sono quindi beni fruibili globalmente e indispensabili per il funzionamento delle nostre società. Oggi possiamo cominciare a dire che la finanza globale è stata riconosciuta come un bene comune in quanto le cifre investite dai governi di tutto il mondo testimoniano quanto il suo regolare funzionamento sia ritenuto fondamentale. Pensare la finanza come un bene comune suona strano e l'avvicina a quelle voci di "nicchia" che in questi hanno hanno chiesto maggiori responsabilità ai mercati finanziari Questo fatto nuovo impone un ripensamento delle regole profondo e capace di innovazione.Con questo convegno speriamo di iniziare un percorso di approfondimento allargato su questi temi".

Racconteremo gli esiti dell'incontro attraverso questo blog.

Per vedere il programma completo vai alla scheda evento su zoes, clicca qui.


Pubblicato il Mercoledì, 23 Settembre, 2009 - 13:38


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Domenica 1 novembre don Alessandro Santoro, parroco delle Piagge, ha celabrato la sua ultima Messa in quella comunità.
E' stato rimosso, dall'arcivescovo di Firenze, dopo 15 anni di servizio tra quella gente per aver celebrato una settimana fa il matrimonio di una donna nata uomo con il marito - erano infatti già uniti civilmente da anni. Don Alessandro aveva fondato la comunità della Piagge, un quartiere alla periferia di Firenze, socialmente sensibile, dove erano nate tante esperienze rivolte al recupero della socialità, dello sviluppo sostenibile. Il sostegno di una cultura che investe sul futuro e che ora don Alessandro deve lasciare.
Di seguito il messagio del presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica di Banca Etica, Ugo Biggeri.

Don Alessandro con l'esperienza che ha maturato alle Piagge, ha saputo reinterpretare alcune scelte di "economia alternativa" a partire dal contesto in cui si è trovato ad operare: il mercato dei beni usati, i laboratori didattici, il commercio equo, gli orti sociali, l'associazionismo aggregativo. Forse una delle attività in cui ha saputo essere più innovatore, assieme alla sua comunità, è la finanza etica, conviviale, o ancora meglio "critica". L'esperienza del fondo etico delle Piagge è sicuramente una delle esperienze autogestite più significative in Italia nel campo del microcredito. Da quest'esperienza è nata l'Associazione verso Mag Firenze che guardiamo con interesse e che si propone di allargare la capacità di fare microcredito alla provincia fiorentina con le modalità sperimentate dal fondo etico e limitando i contatti con le banche. Alessandro sa quindi essere un provocatore costruttivo, una persona che stimola anche il mondo della finanza etica, a lui vicino, a riflettere e andare più in profondità. Siamo vicini a don Alessandro e siamo sicuri che continuerà ad essere fermento per la comunità cristiana e non solo. Agli amici delle Piagge e del fondo etico va tutta la nostra solidarietà e l'augurio di non fermarsi nel proprio lavoro, ma di trovare nuova forza da questa triste vicenda.
Siamo con voi, anche come compagni di strada.Ugo Biggeri


Pubblicato il Lunedì, 2 Novembre, 2009 - 12:25


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L'ENI non si è presentata alla promozione del rapporto (scaricabile parte 1 e parte  2) redatto dalla H.Boell Foundation ieri sera  Milano.

Nonstante avessero il riassunto e i nostri recapitie disponibilità, non erano preparati...

Curioso però che nella stessa giornata fosse presente la replica dell'ENI sul sole 24ore all'uscita del rapporto sul Wall Sreet Journal..

Curioso anche che il sole abbia pubblicato la replica ENI senza dare altrettanto spazio alla notizia del rapporto stesso.

I nostri relatori internazionali sono rimasti decisamente stupiti dall'attegiamento ENI e della stampa Italiana.

Questi fatti dimostrano come la strada dell'azionariato critico sia una novità importante da promuovere in Italia sulle  relazioni tra imprese, azionisti e società civile.  

Una relazione su cui ENI ha molto da imparare dalle esperienze estere.

Intanto le alleanze si allargano, alla prossima assemblea ENI probabilmente la fondazione parlerà anche a nome di altre ong oltre a CRBM .


Pubblicato il Mercoledì, 11 Novembre, 2009 - 15:10


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L’indebitamento derivante dai mutui per l’acquisto della casa e il credito al consumo stanno gravemente danneggiando una larga parte della popolazione, in particolare anziani e lavoratori precari, che si trovano ad affrontare un futuro incerto e senza garanzie. Già dalle prossime settimane (e non nei prossimi mesi) le più esposte saranno le famiglie con un solo genitore con figli a carico. Infatti, un italiano su quattro tra quelli che acquisteranno una casa nel 2010 è a rischio povertà. Se si considerano le famiglie che contano il prossimo anno di ricorrere al credito per abbandonare l’affitto a favore di un appartamento di proprietà, la "soglia di povertà" cresce fino al 37%, una famiglia su tre.

Sono queste le proiezioni dell’Osservatorio Regionale del Costo sul Credito (ORCC) promosso dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica, realizzato in collaborazione con il Centro culturale Francesco Luigi Ferrari che sarà presentato giovedì 3 dicembre 2009, nella sede di ABI (Palazzo Altieri, piazza del Gesù, 49 – Roma) nel corso del seminario “Dare futuro al credito” a cui sono invitati tutti coloro che operano nel campo delle politiche sociali ed economiche del paese. Scopo del progetto è il monitoraggio della situazione attuale di indebitamento in Italia e della sua evoluzione nel breve periodo, con l’obiettivo di valorizzare le esperienze di sostegno al credito ancora poco conosciute.


Dare un futuro al credito
- presentazione del primo anno di attività dell'Osservatorio regionale sul Costo del Credito

Roma, 3 dicembre 2009, ore 10,30
presso la sede dell’ABI, Piazza del Gesù, 49

PROGRAMMA

CONFERENZA STAMPA – SALUTI E INTRODUZIONE
ore 10,30      
Mario Crosta, direttore generale Banca Etica
don Vittorio Nozza, direttore Caritas Italiana

ore 11,00     Presentazione Osservatorio Costo del Credito

Gianpietro Cavazza, presidente Centro culturale Francesco Luigi Ferrari

Confronto con i  giornalisti – Spazio per domande e intreviste

Coffe break

TAVOLA ROTONDA

Ore 11.30    Rappresentante delle Bcc (da confermare)
Giacinto Palladino, componente segretaria nazionale FIBA CISL
Massimo Roccia, direttore centrale area retail ABI e segretario Consorzio PattiChiari
Giulio Tagliavini, docente di Economia all’Università di Parma

coordina:  Andrea Di Stefano, direttore Valori

Ore 13,00     Conclusioni
Ugo Biggeri, presidente Fondazione culturale Responsabilità Etica


Pubblicato il Mercoledì, 25 Novembre, 2009 - 16:39


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Il 10 Novembre scorso si è tenuto a milano il lancio del rapporto della Heinrich Boell Foundation sugli investimenti di ENI in Congo Brazzaville, in quell'occasione abbiamo invitato l'Eni a partecipare all'evento ma non le è stato possibile, così la Fondazione Culturale ha scritto ad ENI per proporre un incontro e un confronto sui temi contenuti nel rapporto stesso. Il 2 dicembre l'abbiamo incontrata!
L'incontro si è svolto presso gli uffici ENI di San Donato Milanese. L'occasione era importante per la possibilità di fare partecipare Sara Wykes, curatrice del rapporto della Heinrich Boell Foundation e Christian Mounzeo, uno degli esponenti della società civile del Congo in Italia in questi giorni.
Per la Fondazione questo incontro ha quindi permesso di portare avanti alcuni degli obiettivi principali dell'azionariato critico: da una parte instaurare un dialogo con le imprese e confrontarsi sulle loro criticità, dall'altra portare la voce delle comunità del Sud del mondo direttamente ai vertici e ai responsabili delle stesse imprese.
Nel complesso l'incontro ha permesso di chiarire molte questioni rimaste aperte. Rimangono ovviamente delle differenze di veduta, anche sostanziali, con diverse organizzazioni della società civile, e molte preoccupazioni sono ancora valide.
Nei primi due anni di azionariato critico la Fondazione ha sollevato diverse altre questioni oltre agli investimenti in Congo Brazzaviille, questioni che andavano dal gas flaring in Nigeria agli investimenti in Kazakistan alla presenza di società controllate da ENI nei paradisi fiscali. Su alcune questioni ENI ha preso posizione negli scorsi anni, direttamente in assemblea o nel corso del dialogo con l'impresa. Occorre verificare nei prossimi anni il rispetto degli impegni presi, così come  l'evolversi dei progetti nel Congo Brazzaville. Altre questioni rimangono aperte, e le risposte giunte fino a oggi da parte dell'azienda non sono ancora soddisfacenti.
L'incontro del 2 dicembre è comunque un segnale molto incoraggiante nella direzione di una maggiore trasparenza e di un dialogo continuativo e costruttivo nelle due direzioni. Si conferma soprattutto la validità dell'azionariato critico come strumento per portare avanti un dialogo con l'impresa nell'ottica di una maggiore trasparenza e accountability.
Occorre adesso proseguire il lavoro con un orizzonte di lungo periodo, cercando progressivamente di portare un sempre maggior numero di azionisti a partecipare attivamente alla vita delle imprese. Lo shareholder engagement è una pratica molto diffusa all'estero, ma quasi del tutto sconosciuta in Italia. Con questa iniziativa, la Fondazione si augura in primo luogo di promuovere e diffondere una riflessione sull'uso del denaro, sul ruolo dell'azionista e sulla necessità di partecipare in maniera attiva alla vita delle imprese. I recenti risultati sembrano confermare la validità dell'approccio seguito e la necessità di insistere e investire su tale attività nei prossimi anni.

leggi la relazione dell'incontro http://www.fcre.it
 


Pubblicato il Venerdì, 4 Dicembre, 2009 - 13:38


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La terza edizione della International Summer School on Social Banking si terrà a Firenze dal 18 al 23 luglio 2010. Questa esperienza formativa è promossa dall'Institute for Social Banking, un centro studi internazionale promosso da alcune tra le più importanti banche etiche ed alternative europee. Per l'Italia è presente Banca Popolare Etica.

Tutte le notizie, gli aggiornamenti e le informazioni utili sono disponibili al sito: http://www.social-banking.org/en/news/

Di seguito il video - invito a partecipare alla summer school fatto da Ugo Biggeri, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica

 

URL del video o codice embed: 

Pubblicato il Lunedì, 7 Dicembre, 2009 - 12:05


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 "Capire la finanza" è il progetto informativo promosso da Fondazione Culturale Responsabilità Etica con il sostegno di CRBM Campagna per la riforma della banca mondiale e il mensile Valori che offre ai lettori strumenti utili per orientarsi nel mondo della finanza tilizzando un linguaggio chiaro, semplice ma dettagliato.

Una scheda monografica al mese a partire da Gennaio sarà pubblicata on line, i temi trattati riguarderanno i meccanismi finanziari ed economici ai livelli macro e i micro del sistema, i processi di finanziarizzazione (i risparmi, le banche, i fondi pensione e i nuovi strumenti finanziari), il panorama internazionale (le istituzioni finanziarie internazionali e i paradisi fiscali, i rapporti finanziari Nord-Sud) senza tralasciare le possibili soluzioni e le alternative per rendere la finanza etica e trasparente.

Le schede si rivolgono ad un pubblico variegato di utenti attenti e che che vogliono essere sempre informati, ai soci di Banca Etica, ai suoi clienti, alle organizzazioni e alle reti di movimento.

Ogni scheda è corredata da box di approfondimento, una breve bibliografia e indicazione di siti internet, dove potere approfondire le questioni trattate. Le schede sono disponibile sui siti

Fondazione culturale responsabilità etica www.fcre.it

Zoes http://www.zoes.it/it/pubblico/fcr-etica 

Osservatorio Finanza www.osservatoriofinanza.it

CRBM www.crbm.org

Valori www.valori.it

La prima scheda in uscita è dedicata agli istituti fininanziari internazionali, a cura di Elena Gerebizza - CRBM, Andrea Baranes - CRBM/Fondazione Culturale Rsponsabilità Etica Onlus, con il contributo di Franco Delben Presidente del Comitato Etico di Etica Sgr.

La scheda illustra le origini e il contesto storico che hanno determinato la nascita dei due istituti internazionali più importanti sullo scenario finanziario globale: la Banca mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Della BM e del FMI ne vengono spiegate l'organizzazione, il funzionamento e le politiche di finanziamento. Quest'ultime assieme all'imposizione di determinate condizioni economiche, l'aperto i mercati dei paesi del Sud del mondo alle liberalizzazioni e alla privatizzazione, sono le cause del debito estero.
Sempre in questa prima scheda viene analizzato il ruolo che giocano i grandi istituti finanziari internazionali nel determinare i gravi cambiamenti climatici, la crisi finanziaria di questi anni e le responsabilità delle conseguenze sociali. Terzo grande istituto di cui si parla in questa pubblicazione è la Banca Europea per i finanziamenti.

Clicca qui per scaricare la scheda

Buona Lettura!


Pubblicato il Giovedì, 14 Gennaio, 2010 - 02:14


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 la finanza etica"Ecco la terza pubblicazione di Capire la finanza, la serie di schede edite dalla Fondazione culturale responsabilità etica.  Fresco di stampa (digitale), il tema affrontato è quello della finanza etica propriamente detta: storia, caratteristiche, cooperazione, investimenti responsabili, microcredito e per finire un confronto su finanza come mezzo o come fine.  La scheda è a cura di Riccardo Milano, di Banca popolare etica.

"La Finanza Etica ha come fine l’uso del denaro come mezzo e non come scopo, avendo a riferimento la persona umana".

Secondo Milani, la Finanza Etica è un vero e proprio approccio alternativo all’idea di finanza, senza però ripudiarne i meccanismi di base, ma riformulandone i valori di riferimento (la persona e non il capitale, l’idea e non il patrimonio, l’equa remunerazione dell’investimento e non la speculazione). Ma le interpretazioni su cos'è la finanza etica possono essere diverse: dal "tentativo di riutilizzo del denaro ad un suo uso sociale coniugando sia lo scambio d’equivalenti e sia la reciprocità, così da rimettere le relazioni sociali al centro dell’attività economica", fino a semplicemente "una modalità propositiva di sostentamento delle attività di promozione socio/ambientale. 

Tra le pratiche, spicca quella del microcredito, che "permette alle persone normalmente escluse a vario titolo dalle istituzioni finanziarie l’accesso ai
servizi finanziari bancari e parabancari per la creazione o lo sviluppo d’attività produttive e commerciali".  Milani comunque avverte: "non è detto che il mc è geneticamente un’attività di finanza etica: lo è solo se rispetta tutte le condizioni poste dalla stessa. Diversamente, non è altro che un utilizzo improprio di attività retail non solo non adeguata allo scopo, ma addirittura distorsiva".

Nella parte intitolata "Finanza come mezzo o come fine?", si afferma che "l’attuale crisi economica è anche tale per una mancanza di etica: da
ciò un ritorno per molti fin troppo veloce e non metabolizzato a dei concetti etici che, se effettivamente applicati, segnerebbero un de profundis per buona parte delle attività finanziarie, creando ulteriori crisi". Per questo occorre una “giusta” formazione delle persone ed una gradualità di applicazione di un modello finanziario etico/sociale deve avere a sua volta un “giusto” cammino voluto coscientemente e mai imposto.
È quindi opera degli attuali attivisti e cultori della Finanza etica fare in modo che ciò avvenga.

La scheda si conclude con una ricca bibliografia nonché sitografia italiana e internazionale.


Pubblicato il Lunedì, 29 Marzo, 2010 - 23:16