

La prossima settimana si parte per San Francisco per andare al Green Festival (a seguito di un accordo con Terra Futura), ormai è tutto pronto e da domani cominceremo a svelare tutti i dettagli di questa spedizione.
Nel frattempo ho prenotato ostello e un viaggio molto equosostenibile all'avventura nella Death Valley... non vedo l'ora! Davvero...vi aggiornerò tramite il blog.
E intanto la rete mi fornisce notizie interessanti che aumentano la mia voglia di arrivare là! Ecco alcuni spunti:
- il comune di San Francisco ha appena approvato una legge sul compostaggio dei rifiuti umidi che porterà il livello di differenziazione dei rifiuti in città dal 74 al....90% ... incredibile!
- la California ha appena decretato un giorno UFFICIALE per commemorare Harvey Milk, leader della lotta per i diritti civili degli omosessuali che abbiamo conosciuto anche in Italia grazie al bel film di Gus Van Sant interpretato da Sean Penn "Milk". La sua frase più celebre fu "Se vuoi cambiare il mondo comincia dal tuo quartiere!". (http://it.wikipedia.org/wiki/Harvey_Milk)
- il Governo della California (quello guidato da quell'attore austriaco per capirci...!!!) ha addirittura un portale ufficiale dedicato al cambiamento climatico, agli interventi legislativi in materia e a sensibilizzare i cittadini sul tema.... davvero ricco di informazioni http://www.climatechange.ca.gov/
E' la prima volta che vado negli Stati Uniti...si accettano consigli!
Oggi giornata di preparativi, domani si parte per San Francisco, dove per la prima settimana avrò modo di sperimentare percorsi di turismo sostenibile con Green Tortoise Travel Adventure prima di calarmi nel Green Festival ;-))
Nel frattempo leggo che il Congresso degli Stati Uniti si muove (finalmente!) con bus elettrici a zero emissioni... mi scappa da ridere a pensare alle auto blu dei nostri politici!

L'azienda cinese Kinbamboo si è inventata una favolosa accoppiata per essere sostenibili anche davanti al pc: mouse e tastiera in bambù

E per finire vi lascio con un video che mostra il futuro possibile delle nostre città, tetto e pareti verdi, mobilità sostenibile, aree verdi.... la natura ci invaderà...speriamo almeno!
Scrivo al volo, dopo i primi due giorni negli Stati Uniti, a San Francisco. E' la prima volta.
Viaggio piuttosto faticoso, poi arrivi con un sacco di preconcetti, di idee su come sia l'america. E in parte devo dire che non tradisce gli stereotipi.
In genere l'invito al super consumo e' ovunque, le auto sono di cilindrate per noi impensabili, tutto e' mercato.
Ma non starei tanto a raccontare quella che e' l'america che abbiamo negli occhi, ma quella che si respira con gli occhi di chi vuole guardare avanti, che e' l'america che non ti aspetti...
E' l'america delle persone, l'america del cambiamento, delle tante auto ibride che si vedono circolare per le strade, dell'attenzione a un'alimentazione diversa dagli standard americani, delle persone che in questo paese "da sogni" hanno una storia fatta di grandi sfide e di piccoli risultati.
E' la storia dell'ostello (Green Tortoise Hostel) dove vivremo queste due settimane: nato nel 1974 come luogo per dare asilo ai viaggiatori e' ancora condotto con lo stesso spirito. Puo' ospitare un centinaio di persone, ed e' costruito e organizzato per essere accessibile economicamente e per mettere a valore il bene piu' prezioso: la relazione. Si cucina insieme a spese dell'ostello tre volte alla settimana, la colazione e' "comunitaria", se alla sera ci si vuole fare una birra si va a comprarla al supermercato e poi la si condivide in un grande salone con chi ha qualcos'altro...e con chi non ce l'ha. Qui, oltre alla relazione, al centro ci sono anche uno stile di viaggiare e di vivere, diverso. Tutti i computer montano Linux, la frutta e la verdura sono biologici, dappertutto si chiede di stare attenti alle risorse, anche quando si torna a casa.
E' l'america della inworks, la tipografia dove abbiamo stampato i materiali del green festival, nata 30 anni fa oggi impiega circa 20 persone ed e' nata da un dato di fatto: i fondatori erano attivisti per i diritti umani e per un'economia di giustizia, dovevano stampare talmente tanti volantini che si sono detti: perche' non puo' essere un lavoro condotto con le "nostre regole"? Oggi riescono a stampare tutto su carta riciclata con inchiostri naturali, sono in rete con tantissime organizzazioni e continuano mettendosi in gioco a stampare per i movimenti. Figli di migranti questi di inkworks, come Susan, figlia di un russo venuto negli stati uniti nel 1930, che ci ha portati in giro a visitare la grande universita' di Berkeley, che dice che i suoi figli non riusciranno a studiare la', che ha sempre un sorriso, un'idea da condividere, che sta lavorando proprio oggi, nel 2009, a un vademecum per i cittadini migranti, lavoro che nessuno paghera', se non lei e i suoi colleghi.
L'america e' un paese eccessivo, ma se in un giorno si fanno certi incontri...beh... c'e' di che stare contenti!
Grazie a tutti per i vostri messaggi!
Caro OliPaz, vedro' se riesco a recuperare il testo se non riesco a leggerlo in questi giorni lo faro' al ritorno...
Caro Ugo, grazie mille, e' proprio cosi' quest'america... un'immagine mi ha colpito particolarmente, segno dei tempi che viviamo e che qui diventano mutamenti epocali: il quartiere di Chinatown qui a San Francisco (uno dei piu' grandi al mondo) si e' talmente allargato da cingere d'assedio il Financial District, un assedio che non e' solo simbolico come sappiamo, immagini che sono simbolo di alcuni cambiamenti, e la lingua nei palazzi del potere finanziario e' sempre piu' il cinese. Per Melinda, sono proprio curioso di vedere se e' brillante e intelligente come dici ;-)
Altra nota che assegno al taccuino telematico: nel paese del double size la cosa piu' cool e' il riciclo, qui il second hand va alla grande...bello! E se riuscissimo anche noi a dare valore al superfluo che puo' vivere ancora? In fondo consumiamo meno di quanto produciamo, e se consumassimo fino in fondo le merci, facendole diventare beni...beh, forse potremmo anche occuparci di qualcosa di piu' interessante che consumare risorse!
Infine, qui si respira un'aria buona (smog permettendo) oggi ci siamo imbattuti in uno sciopero dei pulitori di un mega albergo di lusso nel cuore della citta', famiglie con figli al seguito di tutte le eta', un bel segnale.
Domani sera ci si muove verso la Death Valley per il viaggio con il Green Bus, abbiamo conosciuto alcuni compagni di viaggio... fuori di testa, sfrutteranno le nostre conoscenze della cucina italiana per cenare insieme come si deve durante questi 5 giorni!
Ci sentiamo al mio ritorno (a San Francisco per il Green Festival), a presto!
Andrea
Mentre siamo in partenza per la Death Valley un rapido aggiornamento: oggi siamo tornati sul luogo dello sciopero dei lavoratori degli hotel del centro citta', lo sciopero continua oramai da 72 ore. Al centro della protesta la richiesta di maggiori contributi per l'assistenza sanitaria, oggi i lavoratori, nonostante la pioggia continuavano a volantinare, a girare in cerchio con i loro cartelli e a disturbare la quiete dell'hotel a cinque stelle sotto il quale stanno manifestando.
Per chi volesse saperne di piu': http://www.sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/c/a/2009/11/05/BUG81AFSLD.D...

Rieccomi, dopo questi cinque giorni di green tourism lontano da ogni forma di connessione...mai avrei detto che negli iper connessi Stati Uniti (wireless aperti ovunque) ci sia un'area vasta come la Death Valley (circa 10.000 km2) completamente isolata (il telefono pubblico e' l'unica via per comunicare con l'esterno!).
La Death Valley e' il luogo piu' arido nelle americhe, e' un' immensa valle racchiusa da due alte catene montuose che bloccano le pioggie da entrambi i lati e al centro la piana e' al di sotto del livello del mare (nel suo punto piu' profondo arriva a circa 90 metri).
E' l'america degli infiniti spazi, dei canyon, dei cercatori d'oro e delle Ghost Town, oggi e' un grande parco naturale ed archeologico ed e' uno spazio per un'america molto tradizionalista, molto diversa da quella che si vede qui a San Francisco. Grandi camper o roulotte girano in queste lande desolate, per ritrovarsi in un'enorme e desolato campeggio dove la sera si accende un fuoco con le famiglie o si assiste a una gara di chitarristi folk.
E' la prima volta che mi capita di visitare uno spazio cosi' arido, qui piove solo qualche giorno all'anno e le forme di vita, nonostante l'uomo sia in questo posto davvero un loro pari, si contano su una mano: topi canguro, corvi, coyote, tarantole e serpenti a sonagli. A parte l'ultimo (per fortuna!!!) abbiamo incontrato tutti gli altri...
A proposito di uomo e natura, lungo il viaggio di ritorno abbiamo attraversato la Panamint Valley, all'apparenza uguale alla Death Valley,ma mentre l'ultima e' cosi' arida perche'la natura l'ha disegnata cosi' la seconda e' cosi' arida perche' l'uomo l'ha disegnata cosi': la Panamint Valley ospitava un immenso lago di acqua dolce fino ai primi del novecento, poi e'stato completamente consumato dalla citta' di Los Angeles. Stanno cercando in questi anni di ricrearlo, ma senza successo per il momento.
I colori, le sensazioni, le temperature (caldo di giorno, zero gradi la notte), non si possono raccontare, condividero' qualche foto al mio ritorno in Italia, quello che si posso fare e' darvi un suggerimento: se nei vostri futuri viaggi ci sara' il Messico, la California o l'Alaska, visitate questo sito: www.greentortoise.com
In poche parole: si viaggia a bordo di un grande bus-camper, si viaggia la notte per i tragitti lunghi e il bus diventa un enorme letto, si, avete capito bene, ci sono 40 posti letto (e posti a sedere)... si dorme benissimo in pulman...incredibile!
Gli autisti sono anche le guide del viaggio e curano perfettamente ogni dettaglio, in primis ci tengono a far sapere che siamo dei Green Tourist e che gia' le persone ci vedono come dei marziani, quindi abbiamo una grande responsabilita': preparare un terreno migliore per chi verra' dopo di noi. Per il resto: vita comunitaria vera, non si trova nulla di pronto, ma si fa tutto in collaborazione con gli altri, nulla e' usa e getta, la raccolta differenziata e' totale (abbiamo portato l'umido con noi per qualche centinaio di kilometri - ma nella stiva sotto, tranquilli!), alimentazione esclusivamente vegetariana e per la maggior parte biologica. Al centro, come gia' ho avuto modo di dire, la relazione tra le persone, il mettersi in gioco, e il farlo in armonia con la natura .... very COOL!!! I compagni di viaggio erano tutti nostri coetanei (anche se alcuni di dieci anni piu' giovani!!) ed erano americani, australiani, tedeschi, francesi, olandesi, svizzeri...
Bene, da oggi il mio viaggio e le mie giornate cominciano a ruotare completamente intorno al Green Festival, dobbiamo ultimare gli ultimi preparativi, io devo finire il mio speech in inglese (paura), tra poco ci incontriamo con Giuseppe Lanzi di Sisifo (Novamont, Ecozema) che ci ha raggiunti qua, in serata arriva Adriana De Cesare della Fondazione Sistema Toscana.
Segnalo a chi non l'avesse visto questo post di Ugo Biggeri http://www.zoes.it/it/content/blog/politica-ci-piacerebbe e' davvero interessante, e penso che possa essere un' opportunita' per tutti noi confrontarci sulla politica, anche per dar forza e valore alle somiglianze piu' che alle differenze!
Qui a San Francisco sono le 8.30 e alle 10 inizia il Green Festival, ieri l'allestimento del nostro stand con tanti ospiti e' stato lungo, ma alla fine abbiamo raggiunto un buon equilibrio !
Sabato alle 19.30 ora italiana e probabilmente anche domenica alle 8.30 faro' due collegamenti con Ecoradio per raccontare in diretta cosa succede qui.
Oggi abbiamo anche una conferenza di presentazione di Terra Futura alle 18.00 ora di San Francisco... a presto per gli aggiornamenti!
P.S. la prima impressione del Green Festival e' che ci sara' da fare degli incontri davvero interessanti...
Si conclude ora la prima giornata al Green Festival, devo dire che e' stata molto positiva! Terra Futura suscita molto interesse qui negli States, vuoi per la location fiorentina, vuoi perche' fortunatamente anche qui si ha l'impressione che seppur lontani geograficamente siamo parte dello stesso movimento.
Il Green Festival e' un evento con molti espositori, e' molto diverso da Terra Futura, che nella proposta culturale e' sicuramente piu' avanzata. Ad ogni modo, qui l'eta' dei visitatori e' un po' piu' avanzata, e in tanti ci hanno chiesto come poter partecipare il prossimo anno alla Fortezza da Basso. Bene!
Grande interesse hanno suscitato i prodotti in mater-bi di Novamont, e i prodotti e progetti di Sisifo ed Ecozema, (esiste anche qui la bioplastica ma a quanto ho capito non e' compostabile) e anche Trool.it (qui il web e' molto piu' diffuso che da noi e i ragazzi hanno sicuramente bisogno di poterlo usare consapevolmente). Ma anche il Metadistretto della Bioedilizia, Zoes, Banca Etica, insomma, ci siamo tutti potuti confrontare con tanti interlocutori. Gia' prima dell'apertura una lunga fila di persone sostava fuori dall'ingresso, e a dimostrazione dell'interesse che suscita il Festival basti pensare che ogni giorno l'ingresso costa 15 dollari.
Ho anche tenuto la presentazione di Terra Futura in uno spazio dedicato agli speech e con Adriana della Fondazione Sistema Toscana abbiamo anche presentato Zoes e Trool.
Bene quindi, tanta diversita' e' ricchezza che cercheremo di portare anche in Italia, nel frattempo Global Exchange ha gia' lanciato il suo Reality Tour per Terra Futura 2010 dal 26 maggio al 10 giugno, mi auguro che il poter toccare con mano alcuni aspetti di Terra Futura possa convincere tante persone a venirci a trovare in Italia, a condividere esperienze, a condividere saperi.
Ovviamente tutto questo e' un'opportunita' costruita con il lavoro di molti - dagli organizzatori, ai partner, agli espositori fino alle migliaia di visitatori di Terra Futura, che in questi anni ha saputo crescere non solo in dimensione, ma anche e soprattutto in autorevolezza.
Sta per iniziare l'ultimo giorno qui al Green Festival di San Francisco, la giornata di ieri e' stata piuttosto lunga e faticosa: abbiamo dovuto "affrontare" il fiume di persone che ha attraversato l'evento e il nostro spazio espositivo.
Note positive della giornata di ieri: aver parlato con cosi' tante persone e' una grande ricchezza, e penso che il prossimo anno vedremo diversi cittadini americani presenziare a Terra Futura con il Reality Tour di Global Exchange viaggio organizzato per visitare la mostra convegno fiorentina (per info http://www.globalexchange.org/tours/978.html)
Note meno positive o forse piu' problematiche e quindi da trasformare in opportunita': ci specchiamo molto negli espositori del Green Festival, e forse a livello europeo siamo anche piu' avanzati come proposte innovative, sia da un punto di vista ambientale che sociale. Molti dei prodotti e servizi offerti sono uguali a quelli italiani e altri non ci sono proprio (pensiamo ad una proposta di finanza etica come quella di Banca Etica). Penso che una delegazione anche di imprenditori che venga dal Green Festivala a Terra Futura possa essere una buona risposta per colmare queste lacune e anche per cominciare a pensare ad alleanze che vadano oltre quella tra i due eventi, ma che possano concretizzarsi e diventare servizio e opportunita' per il mondo dell'economia solidale e sostenibile.
Non ci sono note negative, e questa e' una buona notizia!
Chiuso lo stand di Terra Futura al Green Festival di San Francisco, chiuse le valigie qui al Green Tortoise Hostel.
I bilanci li faremo nei prossimi giorni, con i colleghi della Fondazione, con i colleghi di Terra Futura.
Come sempre quando si hanno cosi' tanti input, quando si parla con cosi' tante persone, quando si vede una citta' come San Francisco ci vuole un po' per rielaborare il tutto.
Il Green Festival e' un bell'evento, visitato da una grande quantita' di persone, e per Terra Futura e' stata a mio avviso una presenza assolutamente positiva, abbiamo fatto conoscere un pezzo di Italia che qui non conoscono affatto, (qui l'Italia e' per lo piu' avvertita come un paese piuttosto arretrato da un punto di vista economico e politico/culturale) e in piu' di una persona ascoltando i racconti di Terra Futura o venendo a contatto dei compagni di viaggio che erano con noi a San Francisco, si e' stupita dicendo: :"in Italia fate tutto questo?".
Il nome di Firenze, della Toscana, ha attirato senza dubbio molti dei visitatori presenti, ma quello che poi ci ha messi in sintonia e' un progetto, un progetto di cambiamento che in tanti luoghi diversi stiamo percorrendo insieme. E l'impressione da elaborare che mi porto via da qua e' che come tutti i progetti siamo arrivati a una tappa importante, ma che richiede di fare delle scelte importanti. L'impressione e' che questo mondo abbia raggiunto una crescita tale da soddisfare a pieno le esigenze della nicchia di persone che lo hanno spinto a nascere e a svilupparsi. Adesso si tratta di scegliere se ci accontentiamo di soddisfare i nostri bisogni o se vogliamo andare oltre e ingaggiare altri in questo progetto.
Le risposte che cosi' a freddo mi do' sono:
- abbiamo bisogno di costruire ponti verso il diverso e l'internazionale e cominciare a crescere come movimento da un punto di vista culturale ed economico. Lanciamo joint venture innovative e transnazionali.
- abbiamo bisogno di confrontarci di piu', se i vertici delle grandi organizzazioni sono spesso attenti alle dinamiche interne, dal basso si deve fare rete e stabilire un'agenda comune, dobbiamo tornare a stabilire un'agenda insieme, ridarci degli obiettivi piu' grandi della sopravvivenza dei nostri eventi o delle nostre organizzazioni. Quella verra' solo se saremo capaci di seguire la velocita' del mondo che cambia, di intercettarne il cambiamento, di attraversarlo e, se possibile, di governarlo (anche senza avere il potere per forza).
Ho gia' fatto alcuni ringraziamenti nei miei precedenti post, un grazie particolare adesso va a chi era qui, Pamela, Adriana e Giuseppe e un grazie particolare va ad Alessandro Isola di Global Exchange, che e' stato in questi giorni il nostro riferimento, punto di confronto e di riflessione su futuri possibili.
