Nella giornata del 21 dicembre di molti anni fa, Madre Teresa di Calcutta si incontrò con i bambini derelitti che mancavano dell’essenziale e morivano di fame. La scelta che ne scaturì (dedicarsi agli ultimi fra gli ultimi) è una scelta che ha valore universale ed è capace di parlare a credenti (cristiani e di altre fedi religiose) e a non credenti. È in questa data-simbolo che la Regione Toscana (con la Legge 6/2010) ha voluto istituire la Giornata per un equo sviluppo globale. Un giorno dedicato alla centrale questione dell’interdipendenza planetaria e ad iniziative culturali e di riflessione, sui temi dei diritti umani fondamentali (a partire dal prioritario diritto alla vita),della tutela delle risorse idriche e della necessità di una loro condivisione da parte dell’intera umanità.
Il pane è per tutti è il messaggio che nella I^ edizione della Giornata dello sviluppo equo intende rivolgere all’insieme delle realtà toscane, al mondo giovanile, a quello della scuola, della cooperazione, dell’associazionismo, a tutti i cittadini sensibili alle tematiche delle “globalizzazione dei diritti” e dell’impegno per l’eliminazione della miseria dal mondo. L’iniziativa centrale del 21 dicembre 2011 parlerà per accostamenti, rimandi e messaggi simbolici, in un ideale dialogo fra culture costruito nell’intreccio di linguaggi diversi: da quello storico-analiticoletterario di un grande intellettuale europeo come Predrag Matvejevic che parlerà del Pane nostro a quello di Vandana Shiva, che tornerà sui temi della sovranità alimentare, del rispetto dell’ambiente collegato alla difesa della dignità umana, a quello di un originale spettacolo teatrale (con Denio Derni, Fabrizio Dirotti e Giuditta del Chierico) su Pellegrino Artusi (che, in tempi di penuria e di contraddizioni sociali, lavorò a costruire l’ “unità gastronomica” del nostro Paese, elemento dell’ “identità italiana” e della storia dei 150 anni dell’ Unità nazionale) in ideale dialogo con il Concerto del Gruppo popolare andino dei Marhaushuasi, le cui musiche evocano le suggestioni delle culture “altre” e danno voce al sogno ed ai progetti di un altro (più giusto, equo e libero) mondo possibile.