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Appunto di Saperi & Comunicazione

La verità di Loris

Inserito il 28 luglio 2011

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Loris Rispoli, accanto alla foto che gli abbiamo fatto a Roma il 13 aprile, "Leggendolo si comprende quanto il solco sia profondo e quante sono più le cose che dividono che quelle che uniscono". Rispondo "speravo il contrario, almeno qualche punto di convergenza sembrava esserci. Comunque grazie per la pubblicazione". Sul gruppo facebook "Quelli che vogliono la verità sul Moby Prince" il giorno 26 luglio 2011 si può leggere questo. Oggetto del dibattere il post Milano: ultima giornata di riprese. Oggetto vero del dibattere le dichiarazioni di Angelo contenute nel post.
Naturalmente ci sentiamo. Provo a chiamare, é occupato. Penso "è con Ivanna a commentare". Gli scrivo da Facebook, a pallino verde, e mi risponde "ci sono". Lo chiamo "ero con Ivanna a commentare il post". 
Il tono é quello del Loris indignato, quindi diciamo che se pensavo che il post e soprattutto ciò che il post semplicemente riporta fosse un modo per avvicinarli, mi sono sbagliato.
"Prima di tutto questa cosa che lui non condivide il lancio delle rose nel viaggio in Sardegna é ... é ... cioè dico io ... ma la memoria la vogliamo rimuovere? Cioè dico io ... ma a Ustica, a Piazza Fontana cosa hanno fatto? Come si può dire una cosa come "fino a quando non avremo la verità io queste cose non le farei"? Allora se la verità nei tribunali non te la danno mai tu cosa fai? Stai zitto in casa?". Angelo é diverso da te Loris. Due caratteri complementari. Lui quelle corde lì non ce le ha. Nemmeno in questo senso l'accortezza politica di evitare certe riflessioni. Ma é il suo pensiero e lo dice senza secondi fini. Lui senza la verità non riesce a fare altro.
"Ho capito Francesco ma vedi certe cose le può dire a te, non a me. Nemmeno a Francesco perché si era letto tutte le sentenze e il processo". Beh qualcosa l'ho letto anche io. "Sì certo. Ma senti una cosa: quando oggi mi vieni a dire che la tua ricostruzione é l'avaria al timone io ... deh ... c'è da diventà matti perché bada bene quella era la tesi Mignogna, perito della CGIL, che venne in aula e disse "c'è stata questa avaria ..." io ero, te lo immaginerai, anche contento perché é una tesi che va ulteriormente a sottolineare le responsabilità dell'armatore perché se dici che il Moby Prince é andato contro la petroliera perché c'è stato un guasto al traghetto stai dando la colpa all'armatore ... ma la tesi Mignogna é stata smontata dai loro periti! Cioè dai periti dei Chessa e poi anche dall'Ingegner Del Bene. Per tutta una serie di motivi tecnici gli dicevano che era impossibile. Ora te mi devi dire una cosa: qui ogni anno parte un treno ... questi sono ventanni che hanno sempre la verità loro e poi la cambiano. Il problema é che nel mentre la verità hai contribuito a non farla emergere. Capito?"
Mi spiace Loris. Sai io non ho tutto il processo in mente. Infatti continuo a pensare che la cosa migliore sia un confronto tra di voi. Io non sono e non voglio fare l'avvocato di Angelo. Mi pareva però che ci fossero degli elementi di convergenza rispetto al passato e soprattutto mi pareva che da parte di Angelo ci fosse ancora una sorta di presunzione su cosa pensi, che nei fatti é smontabile con poche spiegazioni. Come la questione del tuo appiattimento sulle posizioni della magistratura. E' chiaro che é bastato poco per farglielo capire. Poi ovviamente se vi confrontaste sarebbe ancora più chiaro.
"Francesco vedi, noi si parla oramai come fratelli, allora ti dico a me non può che far molto incazzare questo comportamento. Perché ora a dire certe cose é tardi. Il processo ad Albanese per i soccorsi mai coordinati l'abbiamo fatto noi mentre loro era ancora dietro alla tesi bomba che non ti scordare era la tesi cara all'armatore. Cioè l'armatore, Onorato, é venuto in aula e ha detto "mi hanno messo una bomba e so anche chi l'ha messa: Pascal Lotà" ... ecco mentre loro andavano dietro a queste cose qui, che sono state smentite dalla magistratura, intanto noi eravamo soli a fare altro. Come per Ciro Di Lauro e il processo per le manomissioni alla timoneria. Non ti scordare che Ciro Di Lauro, nostromo del Moby Prince quella sera in permesso, va dal giudice e dichiara di essere andato dentro il traghetto fumante l'11 aprile, il giorno dopo, con il funzionario della Navarma Pasquale D'Orsi e che questo gli ha detto di manomettere la timoneria dandogli una botta per portare il timone da manuale ad automatico. La dottoressa Belsito, il giudice, ha fatto una sentenza su questo ... una sentenza splendida ... perché dentro dice tutto: come mai quel processo è stato separato da quello principale, che chi aveva interesse a manomettere il giorno dopo l'evento il corpo del reato é sicuramente qualcuno che ha interesse ad allontanare la verità, che hanno mentito i testimoni di parte portati - anche da loro - che dicevano che Di Lauro era dalla ganza a Carrara e poi ... te pensa cosa hanno detto ... che aveva preso un treno superveloce per arrivare a Torre del Greco nella notte e risalire in treno con i familiari ... perché in qualche modo dovevano giustificare che questo é salito con i familiari da Ercolano e Torre del Greco, chiamati da Bertrand quando é sceso a terra. Ora te lo ridico ... a fare il processo a Di Lauro e D'Orsi c'eravamo noi. Loro (i Chessa ndr) erano lì a pensare a tutt'altro. Ora poi se mi dici che ci sono le responsabilità dell'armatore, della capitaneria, ti dico é tardi. E' tardi perché è tutto prescritto. Allora serviva. Ora serve a poco".
Chiaro. Comunque Loris ti dico una cosa. Se senti la sua ricostruzione fila al punto tale da poter essere accettata da chi, come me, non conosce questa storia dal 1991. Cerca in qualche modo di legare i fili di quel che non torna. Perchè di cose che non tornano ce ne sono tante.
"Certo. Ce ne sono tante. Ma spiegami una cosa
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