Zoes farm
Appunto di Saperi & Comunicazione

Sostenere relazioni fra la strada e la rete

Inserito il 29 settembre 2010

Contenuto

Ok, finalmente mi sento di ammetterlo, a cominciare dalla oasi di tranquillità di Zoes, e dal suo parlare approfondito e preciso: sto scrivendo un altro libro.

E' un saggio, una raccolta di esperienze, affiancate ciascuna da brevi interviste, di utilizzo della rete e dei social network per progetti educativi e pedagogici.
Non progetti che utilizzano la rete per presentare dati, informazioni o raccontare quel che si è fatto, quanto per costruire relazioni, favorire interazioni e dialogo.
Per chi abbia un po' di dimestichezza con l'educativa territoriale, la raccolta è strutturata grosso-modo rispettando la suddivisione dei diversi tipi di prevenzione, un po' riadattata che non tutto combacia alla perfezione.

Nella prima parte vi sono esperienze più istituzionali, realizzati ad esempio nelle scuole o presso centri di aggregazione giovanile. Progetti di educazione alla salute, prevenzione all'uso di sostanze, bullismo.
Una seconda parte raccoglie azioni meno strutturate e più spontanee (naturalmente sempre portate avanti da educatori/psicologi/pedagoghi professionisti), e qui mi sto divertendo assai. Sto conoscendo persone veramente intelligenti, come l'educatore che, spontaneamente, ha cominciato a monitorare le chat e i forum della sua città per verificare quanto e come si parlasse di sostanze stupefacenti, e dopo questa fase di monitoraggio è intervenuto portando informazioni corrette, e provando a creare un gruppo di giovani per peer education, infine chiedendo un finanziamento al proprio Comune per creare una gruppo di lavoro sul territorio. Ah: naturalmente il finanziamento è stato negato: la rete fa ancora paura, meglio presentare progetti che mirino esclusivamente a elencare i pericoli della rete... (è ironico, va beh).
Nell'ultima parte vi sono raccolte alcune esperienze dove la parte informativa, proposta da persone che vivono in situazioni di disagio, è predominante. L'analisi tende a concentrarsi sulle relazioni fra individuo in situazione di disagio e società che si sono andate creando, e sull'influenza sui progetti di vita della persona.

Al di là del fatto che sto conoscendo gente veramente in gamba, non vi possono essere dietro ancora dei 'modelli' progettuali (ma forse è meglio così), ma vi sono alcuni dati che stanno emergendo che sono molto curiosi, e diverse difficoltà. Come l'educatrice che ti dice che ha scoperto l'importanza di rispondere alle mail tempestivamente (ci mancherebbe altro, certo, ma il pubblico a volte ha difficoltà a farlo). Come i formatori che vanno nelle scuole con progetti di media-education e scoprono che la rete d'Istituto blocca Youtube. O l'analisi anche le differenze di dialogo e interazioni nei  gruppi/blog/etc etc con nomi istituzionali e altisonanti ('Progetto altisonante fighissimo Ente Pubblico 'X' Prevenzione all'abuso di sostanze...') ed altri spontanei con nomi più 'caciaroni' creati dai ragazzi stessi. Quanta differenza fra uno e l'altro (affermazione non necessariamente valutativa, anche gli obiettivi alle spalle sono differenti).

Ok, ve lo ho raccontato.
Sto gironzolando per l'Italia da Giugno, e continuerò ancora fino a Dicembre. Se qualcuno avesse qualche esperienza da segnalarmi, ne sarò felice.

1 commento

Ritratto di mate

mate

Inserito il 30 settembre 2010 - 09:51

Il racconto di come e cosa stai scrivendo è già interessante di per sè. Aspetto quindi di leggere il libro. Intanto buon girovagare tra la rete e la strada
Mariateresa

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