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Appunto di Saperi & Comunicazione

#Socialnetwork #povertà #finanzaetica

Inserito il 06 febbraio 2012

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Grazie a twitter (via @oikocredit) ho trovato un articolo interessante sui social networks e loro diffusione nel sud del mondo (qui:bit.ly/ybaYA1 )
Alcuni dati significativi:
nel mondo ci sono 5 miliardi di telefoni cellulari, la maggioranza nel sud del mondo
a fine 2012 la modalità più diffusa per accedere ad internet sarà via telefonino
il tasso di crescita dei social network è maggiore nel sud del mondo rispetto ai paesi ricchi
I dati sono comprensibili.
Il bisogno di comunicazione ed interconnessione è un bisogno universale che non dipende da istruzione cultura o status sociale. E' un bisogno reale e una conquista in termini di status symbol
La barriera economica e tecnologica alla soddisfazione a tale bisogno è più bassa con l'uso dei cellulari.
Inoltre la mancanza di alternative vere sia in termini di offerta culturale e mezzi di sua diffusione (dalla tv al teatro), sia rispetto alla disponibilità di altre tecnologie di “accesso” (pc, connessioni), rende quasi obbligata la scelta della connettività via telefono per le persone che vivono un contesto sociale svantaggiato.
Ecco allora che le novità in termini di social network che possono “girare” sui cellulari hanno un trend di crescita maggiore che da noi, in cui ancora le alternative e i “vecchi” modi ci sono e funzionano. Anche l'Africa non è esclusa dai trend che sono più marcati per i paesi cosiddetti emergenti.

A queste considerazioni ne aggiungo altre dalle mie esperienze personali
Sono stato relatore di una tesi di laurea @unifi su microcredito 2.0 (Fiamma Degli Innocenti, ora in Bangladesh alla Graameen). I trend di crescita del socialending dal 2006 al 2010 sono stati decisamente più alti dei già buoni trend del microcredito tradizionale e con risultati non intuitivi in termini di percentuali di restituzioni (98%) anche in caso di relazione solamente virtuale (socialending in paesi OECD).
La #finanzaetica nel mondo ha la caratteristica di essere “open” nel modo di operare (e spesso anche nella governance) e di attrarre clienti non sulla base della penetrazione geografica dei propri sportelli, ma per scelta di fondo, per “affinità”.

Torno quindi a pensare che uno sviluppo della finanzaetica e del microcredito su piattaforme web e con interazione continua su social network possa avere un futuro importante e potenzialmente foriero di cambiamenti profondi verso la sostenibilità e l'equità nell'uso del risparmio.

Però i costi e le professionalità da mettere in campo sono importanti e probabilmente al di fuori della portata delle singole realtà di finanza etica.
Riusciremo a farne un tema di cooperazione tra istituzioni di finanzaetica nel mondo e sviluppatori di processi “open” nel mondo del web 2.0?

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1 commento

Ritratto di Ugo Biggeri

Ugo Biggeri

Inserito il 07 febbraio 2012 - 10:20

a proposito del mio post “@GrameenBwB: Can Mobile Solutions Combat Poverty? Join the discussion! Feb 9 bit.ly/z2fY1k”

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Ritratto di Ugo Biggeri
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