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Serge Latouche - "Breve trattato sulla decrescita serena", 2008

Inserito il 02 aprile 2009

Contenuto

"Breve trattato sulla decrescita serena"
In sintesi da Ibs.it:
La decrescita - sostiene l'autore - non è la crescita negativa. Sarebbe meglio parlare di "acrescita", così come si parla di ateismo. D'altra parte, si tratta proprio dell'abbandono di una fede o di una religione (quella dell'economia, del progresso e dello sviluppo). Se è ormai riconosciuto che il perseguimento indefinito della crescita è incompatibile con un pianeta finito, le conseguenze (produrre meno e consumare meno) sono invece ben lungi dall'essere accettate. Ma se non vi sarà un'inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana. Siamo ancora in tempo per immaginare, serenamente, un sistema basato su un'altra logica: quella di una "società di decrescita"
I commenti dei lettori da Ibs.it:

giuseppe (07-02-2009)
Il libro è un interessante punto di vista di un grande esperto del settore sulla crisi del sistema economico capitalistico che sta vivendo il mondo occidentalizzato e non, offre spunti per possibili soluzioni politico-culturali per scongiurare la sciagura ecologica verso la quale l'attuale società consumistica sta andando in contro. E' un libro che dovrebbero leggere tutti soprattutto i responsabili politici degli stati di quasto pazzo mondo.
Voto: 5 / 5

sergio (08-01-2009)
L’idea che il sistema di vita occidentale ci stia rapidamente avvicinando al capolinea, vista la finitezza delle risorse del pianeta, è ormai generalmente accettata, salvo la diversità dei singoli atteggiamenti. Chi, e soprattutto come, possa realmente arrestare questa corsa non è ben chiaro, però, neanche all’Autore di questo trattato, scritto (e/o tradotto), oltretutto, in modo da non avere affatto quella leggibilità che ne avrebbe reso più facile la diffusione e più agevole quindi il perseguimento dello scopo. Egli si limita infatti all’enunciazione di formule di scarsa operatività (le “8 R”), senza chiarire i ruoli che dovrebbero tenere, al riguardo, i singoli attori (governi ricchi, governi poveri, cittadini occidentali e del terzo mondo, multinazionali, FMI e BCE, ecc), e prescindendo da ciò che è, nel profondo, l’animale umano. Sebbene ritenga fondate molte delle motivazioni portate a suffragio, ho avvertito tuttavia la mancanza di un confronto con ipotesi avverse; né è sviluppata a dovere la considerazione che tre quinti dell’umanità vogliono legittimamente pervenire – quale che sia il prezzo - al livello di “benessere” goduto in occidente. Terribile, infine, e del tutto fuori tema, il pistolotto finale (“La decrescita è umanesimo ?”) in cui lo stesso Autore si lancia in un cervellotico slalom filosofico, affastellando citazioni in quantità, fruibili solo da una modestissima percentuale di lettori che, peraltro, sono verosimilmente già della sua opinione. Visto che con lucida consapevolezza riconosce che “non sono le idee né le soluzioni che mancano, ma le condizioni della loro realizzazione” avrebbe dovuto concentrare i suoi sforzi in altre direzioni.
Voto: 2 / 5

gianluca (07-09-2008)
Un libro chiaro, efficace e, anche se è triste dirlo, sorprendente: nel senso che di questi temi non si parla mai, non c' è né informazione, né dibattito. La tesi è semplice: siamo abituati a ragionare su un piano teorico di possibilità infinite ( sviluppo, ricchezza, tecnologia ), ma ci siamo dimenticati che viviamo in un mondo finito, che ha dei limiti, dei confini fisici. Quando ci sveglieremo?
Voto: 4 / 5

andrea (23-07-2008)
Semplice, chiaro ed efficace. Finalmente ora con libri come questo si possono considerare definitivamente sdoganati i cosiddetti "apocalittici", iniziando così a ragionare su come far fronte al disastro ecologico in corso. L'assassino è il capitalismo. Senza ipocrisie. Libro intelligente da consigliare a tutti.
Voto: 4 / 5

Autore: 
Serge Latouche
Casa editrice: 
Bollati Boringhieri, 2008

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