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Appunto di Finanza & Risparmio

Ripartiamo dalla finanza...etica

Inserito il 01 giugno 2010

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 Ascoltando l'intervista del Presidente della Fondazione Culturale responsabilità Etica Onlus, a proposito del ruolo della finanza per far ripartire l'economia, mi è tornato alla mente il tono canzonatorio del mio professore che, in sede di discussione della tesi del master (lo scorso gennaio) mi ha detto che io voglio fare troppo, studio troppo, mescolo troppi argomenti e non mi focalizzo.
I miei amici, quelli che mi conoscono davvero, sanno che sono un calderone di idee ma non perchè sono confusa, piuttosto perchè mi oppongo al sistema educativo italiano fatto di specialisti. L'essere focalizzati solo su un argomento OTTUNDE la mente e non aiuta a trovare le soluzioni con creatività.
Ho sempre pensato che per ciascun problema ci dovesse essere una soluzione, e che questa andasse cercata in tutti gli ambiti della conoscenza. I filosofi tedeschi dei secoli scorsi avevano familiarità con diversi ambiti di sapere e potevano parlare di economia a partire dalla musica, dalla filologia, sociologia, medicina. 
L'osservazione del mondo, dei suoi fenomeni, dei processi culturali, del cambiamento linguistico, delle vespe di Panama (per citare Bauman), del livello dei ghiacciai, dei fenomeni religiosi...tutto riguarda e deve riguardare chi si permette di dire di essere un economista.
L'economia non è una specialità, non è una scienza a se stante e non è da adepti. E' un filo rosso che collega tutta la nostra storia con la storia degli altri, presente e passata, e con il mondo che ci circonda, visibile o invisibile. 
E' per questo che ho festeggiato con gli amici di Pisa la nomina di Ugo Biggeri alla Presidenza della Banca Etica. Finalmente qualcuno di credibile. Finalmente una persona profondamente convinta delle cose che dice. Uno coerente, uno che, come i vecchi filosofi, parte dalla fisica, prosegue con l'ngegneria, si addentra nell'economia, si spinge sulla strada della SRA (social responsible accountability) e vive a contatto di quella natura che la nuova economia deve imparare a difendere e rispettare.
Bravo Ugo!
E' stato un errore aver slegato gli studi economici da quelli di filosofia e sociologia. Si può fare finanza e parlare di economia per lo sviluppo di un paese solo se si conosce come va il mondo. Nessuno si senta in diritto di smettere di studiare se fa l'economista e soprattutto se insegna economia. Chi non conosce la reciprocity, la finanza etica, l'economia solidale, l'economia della felicità, le idee dei filosofi-economisti del XVII-XVIII secolo...è bene che torni ad aprire qualche libro. 
Tutto quello che oggi viene spacciato come novità e come rimedio ai nostri mali era già scritto in quei testi che in Italia non sono neanche arrivati e se lo sono sono stati tradotti MALISSIMO, a partire da Adam Smith.
Su cosa si è creata tanta confusione? Quale errore dottrinale o di propaganda ha condotto il nostro paese ad ignorare qualcosa come la solidarietà e la reciprocità? Non possiamo pensare che siano affari riservati ai privati e neanche che con qualche legge si debbano imporre provvedimenti volti a sanare le piaghe della sperequazione e della cattiva distribuzione delle risorse.
C'è bisogno di educare per insegnare a tutti che solo con una maggiore equità ed etica nelle relazioni il benessere sarà maggiormente diffuso. E' la pratica costante dell'egoismo che ci ha condotti dove siamo, e lo farà ancora perchè la crisi non solo non è finita, ma adesso gli speculatori sono ancora più potenti perchè la paura è talmente diffusa che i capitali stanno transitando da un titolo all'altro ad una velocità mai vista prima. Oggi il risparmiatore che storna i suoi fondi è diventato speculatore, artefice del suo stesso fallimento...
Ma questo chi lo dice? 
Eppure la finanza è una cosa seria. E' tanto seria che Hans Grun ne ha fatto un testo che in tanti dovrebbero meditare.."Usare il denaro in modo etico". Lui dice: "Di per sè la borsa è uno strumento di finanziamento che , in ultima analisi, deve prestare un servizio agli esseri umani." E più avanti: 
1) il denaro è al servizio degli esseri umani e non mio e della mia ricchezza. Il denaro è al servizio della vita. perciò investendo il denaro devo anche tenere sempre presente se, in tal modo, do il mio sostegno ad  aziende che sono al servizio della vita, che fanno un politica improntata alla sostenibilità, che, nel loro operare dimostrano senso di responsabilità per il creato e per gli esseri umani.
2)Sono responsabile del denaro e perciò devo investirlo nel modo più efficiente possibile. La creatività nella gestione del denaro è sempre segno di spiritualità. [...]
3)Ho bisogno di una libertà interiore verso il denaro e non devo rendermi dipendente da esso. [..]
4)Con il denaro non devo esercitare il potere, ma devo metterlo al servizio delle persone. Il pericolo di dimostrare agli altri che dipendono da me e dal mio successo economico è grande, soprattutto per le persone che guadagnano molto. Il rapporto con il denaro richiede quindi sincerità e attenzione.
5) Dato che il denaro genera sempre avidità è un compito spirituale costante gestirlo in maniera misurata e sostenibile e investirlo in modo che si tenga conto dei punti di vista etici.
Buon lavoro Ugo e buona riflessione a tutti noi..
 
 
 

1 commento

Ritratto di Ugo Biggeri

Ugo Biggeri

Inserito il 01 giugno 2010 - 17:03

cara Patrizia,
a parte i complimenti, di cui ti ringrazio, credo che tu abbia scritto cose importanti.
Alcuni parlano di visione olistica, ma purtroppo la parola fa pensare alla new age più che al valore del concetto che tu ben esprimi.
La multidisciplinarità implica alcune cose che non sempre riusciamo ad attuare:
la curiosità
il dubbio
il senso del limite (evidentemente non si può saper tutto)
... e quindi la cosa più difficile
fidarsi degli altri e dei loro saperi
essere capaci di fare collegamenti e quindi rete....

In questo zoes dimostra nel suo piccolo di essere un buon supporto

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