Zoes farm
Appunto di Saperi & Comunicazione

La Rete secondo Luis Razeto e Pasquale Misuraca

6 commenti

Ritratto di giulianagiorgi

giulianagiorgi

Inserito il 17 dicembre 2010 - 15:05

Hai ragione, Pasquale. Bisogna usare la rete molto di più per organizzarsi. Esistono iniziative di economia solidale, soprattutto in America Latina, ma anche in Europa. L'idea è quella di mettersi in rete, partendo dal locale. Collaborare per soddisfare i bisogni, a cominciare da quelli fondamentali di mangiare, bere, abitare, istruirsi, informarsi e via di seguito (un catalogo dei bisogni, compreso quello di autonomia, di apprezzamento da parte degli altri e di un senso nella vita è stato formulato dall'economista cileno Manfred Max Neef). ZOES offre l'opportunità di organizzarsi. USIAMOLO !!!!
In Italia c'è un forte movimento che altri paesi ci invidiano: le cooperative (quelle vere, rimaste fedeli ai principi degli "onesti pionieri di Rochdale").
Recentemente sono nate le fiere Falacosagiusta. I GAS, gruppi di acquisto solidali, sono un inizio, perché organizzano l'acquisto diretto di prodotti agricoli dagli agricoltori biologici nelle immediate vicinanze delle città. Con l'ausilio di piattaforme come zoes si possono mettere insieme queste iniziative, renderle visibili e facili da trovare e contattare. Sono le relazioni che sostengono la vita (Fridjof Capra, The Web of Life) e la possono continuare a sostenere anche dopo un crash del sistema finanziario. Da qui l'urgenza di costruirle. E l'internet offre per farlo opportunità che l'umanità non ha mai avuto finora.

Ritratto di pasqualemisuraca

pasqualemisuraca

Inserito il 19 dicembre 2010 - 06:33

Sì. La Rete serve a far conoscere le iniziative. A collegarle. A organizzarsi. Serve anche a qualcosa di più che organizzarsi - serve a organarsi. Uso il verbo che Gramsci usa nei suoi Quaderni del carcere per dire, con lui, che da questa pratica sta sorgendo, è sorta una teoria - e la teoria è qualcosa di più che organizzazione, è organamento.

Importanza della teoria. Per questo Gramsci chiama la sua teoria non più 'materialismo storico', ma 'teoria della prassi'. Per essere ancora più chiaro, una volta, nei Quaderni (che io ho letto in più punti direttamente dai manoscritti) Gramsci scrive 'teoria dalla prassi'. Dalla - con due a.

Dunque sono d'accordo profondamente con te - la prassi è fondamentale, occorre organizzarla. Ma ti esorto a pensare e fare qualcosa di più - a organarla teoricamente. Nei libri di Luis Razeto, nei miei, nei nostri libri, c'è un bel po' di organamento. A disposizione del movimento.

Ritratto di giulianagiorgi

giulianagiorgi

Inserito il 19 dicembre 2010 - 14:00

Ciao Pasquale, io vivo in Germania. Apprezzo sì le finezze linguistiche, ma non posso usarle nella mia prassi. (Anche qui c'è gente che apprezza molto Gramsci) Stiamo organizzando una rete di economia solidale come quella che c'é in Brasile e anche in Italia (la RES, mi ha dato i documenti Alberto Castagnola). Ciao, buon lavoro. E fai altri video ! Sono il modo più veloce di diffondere sapere. Fai un video sul concetto di organare !

Ritratto di pasqualemisuraca

pasqualemisuraca

Inserito il 20 dicembre 2010 - 14:52

Giuliana, accetto la commissione. Domani monto su ZOES un video sulla differenza filologica e filosofica tra organizzare e organare. Non è una sottigliezza linguistica: "Ogni filologia contiene una filosofia." Antonio Gramsci

Ritratto di mcavani

mcavani

Inserito il 21 dicembre 2010 - 12:46

Caro Pasquale, Caro Luis, CariTutti,
è la prima volta che mi cimento con la tastiera su questi nuovi mezzi e non ho ancora capito chi saranno i lettori, comunque ci provo e se faccio errori: correggetemi. Innanzitutto BuoNatale.

Ritratto di pasqualemisuraca

pasqualemisuraca

Inserito il 21 dicembre 2010 - 16:17

Caro Mario - bentrovato - provando a risponderti, temo di aver combinato un pasticcio: non trovo più il tuo post (che però è stampato nella mia memoria). Comunque sia, sono profondamente d'accordo con te: la pratica e la teoria sono legati nella realtà della vita e nel tessuto della storia. Se c'è un proverbio che suscita la mia ira è "Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare."
Sarebbe una buona possibilità di sviluppo del mondo nuovo che è già tra noi - come il Regno dei Cieli del quale parlava Gesù di Nazaret - inventarsi e realizzare un incontro materiale e spirituale allo stesso tempo tra teorici, organatori, organizzatori, e attivisti delle attività etiche e solidali in corso d'opera.
Ho in mente un buon titolo per l'iniziativa - l'ho tratto da una canzone di Paolo Conte: "Ma più che scriverti e telefonarti eventualmente toccarti vorrei."

Scritto da:

Ritratto di pasqualemisuraca
Il mio Feed Seguimi via RSS
I miei Badge Pubblicista
Fondazione Culturale Responsabilità EticaFondazione Sistema Toscana