Tra poco più di 20 giorni almeno 7 consiglieri attuali ed alcuni candidati non saranno in cda. E' ovvio le elezioni si fanno apposta... hanno il significato che ad alcuni si dà il mandato di governare mentre ad altri, per mille motivi si decide di non darlo (o con i voti o con le regole di ricambio).
Ma la passione non va in pensione, o almeno non ci va ne per motivi anagrafici e ne per il fatto che non si è eletti o che si smetta di esser dipendenti per raggiungimento dell'età pensionalbile (non mi risulta sia ancora successo in banca etica.). La passione può finire, può dirigersi da altre parti, può essere delusa... ma può anche decidere di rimanere forte e rendersi disponibile per ruoli diversi da quelli operativi o di governo.
Credo quindi sia giusto ed opportuno che il prossimo cda capisca come valorizzare le esperienze che si sono spese per la banca e quelle che sarebbero state disponibili, in un ottica di gestione della complessità del sistema banca etica.
E' un operazione difficiile, non ci siamo riusciti molto fin'ora, ma forse merita provarci. Se gli "esclusi" avranno voglia di provarci, di mettersi a disposizione penso sia possibile.
Ad oggi molti di noi pensano solo alla figura dell'attuale Presidente e del suo ruolo. L'attuale cda ha deciso di prendere in distacco per i prossimi tre anni presso la banca Salviato per le attività internazionale di microcredito e servizi. Personalmente ritengo che più il ruolo di Fabio sarà in sintonia con il nuovo cda e rivolto ad aprire nuovi fronti e relazioni e meglio lo valorizzeremo.
Ma oltre a Salviato sarebbe importante cercare di capire le potenzialità e i bisogni che offre il sistema banca etica anche agli altri "ex".
Tra realtà partecipate o vicine, abbiamo decine di persone giuridiche da presidiare, rendere sinergiche con le azioni della banca, valorizzare.
Forse sarebbe opportuna una riflessione in autunno anche su come vediamo il sistema banca etica: dalla decisione di come vederlo e gestirlo potrebbero venire nuove idee e ruoli per non mandare in pensione la passione
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4 commenti
Patriziaq
Il problema del "pensionamento" e dell'avvicendamento riguarda tutte le nostre realtà italiane. Abbiamo sempre fatto così e abbiamo sempre accettato che fosse così. Quando scade il mandato te ne vai e con te se va tutta la tua esperienza. Amen. E' il nuovo che avanza..Largo alle nuove idee, largo ai giovani..
Sono slogan che sento da sempre e che non mi sono mai piaciuti perchè hanno mostrato la loro inefficacia e inefficienza.
Quanto ai consiglieri di Banca Etica, i fondatori di un sistema che non esisteva, i portatori di valori che solo da noi stentano a farsi spazio, coloro che per primi hanno creduto che le cose si potevano fare in modo diverso...bene loro non devono cadere nell'oblio e neanche essere "declassati" come accade nella normale routine.
Chi meglio di coloro che hanno vissuto i primi dieci anni di Banca Etica può testimoniare che i valori di cui si sono fatti portatori sono quelli adatti a far riprendere l'economia? I dati hanno dimostrato che la finanza etica è la giusta soluzione al problema speculativo. La scelta etica è quella che convince sempre più persone a fidarsi di qualcuno che gestisce il denaro con responsabilità, che comprende il valore della persona che chiede un prestito, che usa ancora la parola lealtà..
E allora come pensare di mandare in pensione tante risorse?
C'è bisogno di un team di consulenti per i nuovi distretti di economia solidale, per i nuovo progetti di municipalità etica, per formare i giovani alla cultura del risparmio e dell'uso consapevole del denaro. Servono persone in grado di supportare il futuro che si profila sempre più green e sempre più equo e solidale...E chi meglio di loro può soddisfare il nuovo bisogno di "sapere"?
Giuseppe
Non so... in linea di principio sono d'accordo che vada valorizzata la storia che, è vero, è fatta di persone... Però la mia esperienza nella Cooperazione Internazionale allo Sviluppo, ma non solo, mi ha insegnato che a volte (spesso?) tenere troppo vicino chi ha guidato una fase di sviluppo, tenda poi a tentare di replicare con i nuovi il sistema da loro avviato.
Credo che sia importante che i nuovi, chiunque essi saranno, possano sentirsi liberi di tentare nuove strade, nuovi sistemi, nuove idee.
Quando lasciai lo Scalabrini Centre of Cape Town, nel quale avevo buttato sangue per diversi anni - ma successe anche in Albania - io incontrai chi mi succedeva e, oltre a passare le consegne, cercavo di trasmettere come ero arrivato a quel punto, con quali percorsi, con che obiettivi. Provai anche a comunicare garbatamente come vedevo gli sviluppi futuri ma poi mi sono fermato, sono rientrato in Italia e non ho più interferito.
Per la cronaca, suggerii solo di NON fare una cosa in particolare; ovviamente fu la prima decisione adottata
scatenando le ire di quelli che con me avevano fatto il percorso di creazione del centro... Mi arrivarono lettere, telefonate, appelli a intervenire.... sebbene anche io credessi (e credo tuttora!) che quella scelta fosse sbagliata, non ho mai interloquito con chi prese il mio posto se non dietro esplicita richiesta. Il Centro c'è ancora dopo tanti anni, va avanti e va bene così... ti sembrerà incredibile, ma anche io ero sostituibile
Scusami questa nota autobiografica ma credo sia importante che qualche passo indietro venga fatto... dirò di più (augurandomi di non offendere nessuno perchè pochi commentano ma tanti leggono i tuoi post!!!): il fatto che questo CDA abbia preso una decisione che va ad influire sui prossimi tre anni, mi sembra molto inopportuno.
Anche io credo che Salviato - ma anche Cavani e gli altri - abbiano qualcosa da poter dare alla Banca; sarebbe dovuta però essere una libera scelta del nuovo CDA che invece si troverà una decisione presa sulla quale non avrà di fatto voce in capitolo... questo non mi sembra ne bello, ne opportuno, ne giusto...
GiulioTagliavini
Antoine Bernheim, che non è stato riconfermato presidente delle assicurazioni Generali, ha reagito dicendo "La riconoscenza è una malattia del cane non trasmissibile all'uomo". La battuta è oggettivamente simpatica, mi pare. Anche precisamente descrittiva, forse. Ma non credo che in BPE le cose si pongano in questi termini. Una certa componente di riconoscenza è indubbiamente opportuna.
Nella consapevolezza però che una eccessiva dose di riconoscenza è controproducente:
- in primo luogo perchè se ha una dimensione di compenso monetario tende ad elevare i costi della banca e questo è oggettivamente incompatibile con le condizioni di bilancio;
- in secondo luogo perchè, come ha appena detto Giuseppe, chi si misura in un ruolo non deve negoziare le cose che propone con le persone che quel ruolo lo avevano prima.
Ho l'impressione che la categoria logica della "pensione" non giri. Chi ha ricoperto il ruolo di presidente, vice-presidente, consigliere, può sicuramente contribuire e credo ci sia la voglia di proporre e la voglia di ricevere contributi. Ma con ruoli di impegno. La categoria logica della pensione fa pensare ad uno status in cui si fa leva su meriti passati, in cui le remunerazioni non sono percepite per incarichi definiti, per ruoli per i quali non sono indicati obiettivi e riscontri ... una rendita, insomma.
Ugo Biggeri
Vi ringrazio per i tre commenti tutti e tre con spunti interessanti. Credo sia una questione che riguarda la banca ed i suoi soci ed in questo il dibattito aiuta, altrimenti si rischia di vedere una questione personale là dove il problema è di governance e di gestione di opportunità.
Mi sembra che il punto delicato è che non si deve sono rispondere si/no al coinvolgimento di figure che hanno avuto ruoli importanti, ma che se si opta per il sì occorre anche sciogliere il nodo pensioni/ rendita o impegno/collaborazione che ha ben posto Giulio.
Con il sennò di poi più che di pensione avrei potuto dare un altro titolo al post in cui si capisce che è la voglia di fare e l'impegno che non dovremmo sprecare in banca etica. Per non sprecarlo occorre coerenza con i ruoli, dinamiche di potere chiare, e la consapevolezza che l'impegno più alto è quello per tutti....
..Non facile!
E non ha tutti torti Giuseppe: strada tranciante ma sicura. Però credo che anche Patrizia ci mostri quello che siamo chiamati a tentare visti i nostri ideali...
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