Un saluto a tutti... sono in partenza per Las Vegas dove lavorerò per un mesetto.
Diciamo l'ultimo posto al mondo che avrei voluto visitare o dove avrei voluto passare una vacanza.
Vedremo come se la caverà Zoes come canale di comunicazione dall'estero!
Se avete segnalazioni su cose -belle-interessanti-culturali- da non perdere in quella città avvertitemi;
ce ne saranno pure, no?
6 commenti
Lindacathe
Ciao,
credo che un viaggio a Las Vegas sia una buona occasione per capire cosa sono le "bolle" o città artificiali, e capire le dimiche antropologiche che portano la gente, non tanto a visitare (quello è chiaro.. è talmente diverso da quello a cui siamo abituati) ma a viverci! Comunque gli americani sono molto gentili vai tranquillo/a.
e poi divertiti!
Secondo me c'è da vedere il deserto, e qualche posto fuori città (ma non ci sono stata...quindi esplora!)
Buon viaggio.
Linda
studiotaffi
Ciao, grazie!
Ho visto che i dintorni di Las Vegas sono probabilmente una cosa magnifica.... Una guida dice: vicino c'è il Grand Canyon , parchi naturali, eccetera... in mezzo al deserto, una città senz'acqua...
E io putroppo sarò confinato per un mese nella bolla senza possibilità di muovermi! Una vera disdetta.
PS la guida aggiunge le distanze: il vicino parco dista appena 200km, il Grand Canyon un po' di più: 500. Ma per un'escursione in giornata si può sempre noleggiare un'elicottero.
Mi devo ancora abituare alle unità di misura americane!
Marco
studiotaffi
Se volete vedere la Tour Eiffel vi consiglio Parigi. Per Pizza San Marco vi suggerisco Venezia. Quanto alle piramidi sinceramente invece non vi so dire perchè in Egitto non ci sono stato. Ma a Las Vegas si. Le famose imitazioni delle città del mondo sono per l'appunto: imitazioni. Poi c'è quel palazzo che ricorda la dimora dei cesari, e quell'altro che non sa più cosa inventarsi. Potete arrivarci attraverso una colonna di macchine ferme al semaforo oppure basta. Pare che qui tutti sappiano usare soltanto l'auto. Bhe viste le distanze si potrebbe anche capire: solo qui nel Rio Hotel ci vuol mezz'ora a piedi all'interno dell'albergo per andare dalle sale del torneo di Poker al Casinò. Figurati fuori dove appena esci dal centro ti trovi subito sperduto in un oceano di centri commerciali casette e negozietti rigorosamente a due piani e che ormai ne son sicuro avranno conquistato tutto il deserto attorno. Ma dico io: se non a metano o a gpl almeno tutta questa quantità di suv e macchinone potrebbe andare almeno a benzina? No, nei distributori si trova solo il puzzolentissimo gasolio. Non puzza meno della cucina messicana del bettolone deserto anch'esso dove ho aspettato 2 ore sta sera per ottenere un vassoio di cena immangiabile, e che ho scelto fra le poche alternative che avevo all'insistere nel trovar parcheggio per raggiungere un'Isola Perduta (ambientazione di un altro albergo) di un ristorantone di quell'unica via famosa.
Insomma spero che Las Vegas nei prossimi giorni mi riserverà qualcosa di migliore, ma evidentemente il mio è un pregiudizio: ne dubito.
studiotaffi
Il modo migliore per conoscere una popolazione indigena è quello di mettersi nelle condizioni di aver bisogno di aiuto. Questo metodo non tradisce nemmeno a Las Vegas. Mi appresto a tornare a casa di notte con un centone e un indirizzo su di un foglietto.
A bordo dei bus non danno il resto: incontro la prima ragazza americana vera. "Di dove sei?", "italiano". Paga lei il biglietto all'autista. "Io sono dell'Alaska. Studio qui. Welcome to Las Vegas!", mi accoglie sorridente.
Guida l'autobus una donna di colore: "Las Vegas è un inferno. Io me ne vado in California: vivo da sola, qualche cosa troverò! Ho i genitori a Washington, ma sono venuta qui per realizzarmi. Forse ho sbagliato città". "Bhe, la crisi economica si sente: lì c'era un'autorimessa che ha chiuso. Molte hanno fatto la stessa fine. Ma a Las Vegas la crisi si è sentita meno che altrove". "Obama ci salverà?", le chiedo, ma siamo già a Dowtown.
Al capolinea di notte ci sono alcuni che confabulano ma che non aspettano l'autobus. Devo rifare il biglietto. Mi rivolgo ad un signore americano che litiga con il self-service, riesco a guardagnare due ticket uno per me e uno per lui. Rifiuto il suo dollaro, lui velocemente se lo tiene.
In direzione deserto l'autista è introverso e non parla. Scopro un disgraziato barba incolta. "Abiti qui? Cosa ne pensi di Las Vegas? Io sono italiano". "Anche io sono di origini italiane, anzi slave. I miei stavano vicino a Trieste, io sono scappato qua. Abito, nel dormitorio, ragazzo mio". A Las Vegas ci sono diversi dormitori notturni. Nella periferia deserta quel disgraziato si aggrappa a me, scende dall'autobus, io lo strattono per rimetterlo su, lui barcolla in fuori, lo allontano, gli urlo: "Vattene! Io non posso fare niente per te, tu non puoi fare niente per me!". La periferia lo inghiotte.
Bus-stop di Nellis. Un distinto americano con la faccia triste mi raccoglie, prende il mio biglietto ormai timbrato e se lo infila in tasca facendo l'occhiolino. "Avevo una casa bella e una moglie. Facevo il promotore finanziario. Non ho più la moglie e a breve non avrò più la casa". Mostra il biglietto non valido all'autista della coincidenza: "Il ragazzo è italiano, è un mio amico e deve fare solo due fermate". "Sali".
"Sai anche io sono di origine italiana. Anzi, slava: i miei nonni erano delle parti di Trieste". Anche lui? Tant'è. Stimo mezz'ora di cammino, dopo un'ora sono bello che perso.
Nessuno, buio, grandi strade e case rade addormentate. In un vicolo un pick-up illuminato ha dentro due ragazzi, collegano soddisfatti un subwoofer grande. Nel cortile c'è la bandiera americana. "La via è qui dietro. Cerca". Vattene, è implicito; volentieri me ne vado e non la trovo.
"Da quella parte", al distributore deserto un poliziotto indica la direzione da cui arrivo.
Nella periferia di Las Vegas i negozietti 24h vendono soprattutto bibite e patatine. Vi si trovano anche uova, ma non le forbici. Un americano compera la bottiglia del latte: "Ma lei non ha un telefono?", "No", fingo fedele al metodo. "Bhe guardi non la posso aiutare".
Dopo 10 minuti mi accosta: "Salga, la accompagno". East Quail ad un certo punto finisce e poi ricomincia. Avrei potuto cercare per tutta la notte. "Eccoci", "Grazie mille, davvero", è tutto quello che riusciamo a dirci.
studiotaffi
Quando saprò di dover tornare da solo attraverso un canyon stretto cosparso dai rottami delle auto cadute 40 anni fa dalla vecchia strada, di notte dopo averlo attraversato in compagnia di giorno, la prossima volta mi ricorderò di lasciarmi qualche segno di pista in più alle spalle.
Ad ogni modo i canyon per quanto rocciosi siano da risalire hanno il pregio di presentare pochi bivi e poche alternative. Ma non posso perder tempo perchè a mezzanotte devo ritornare fra 30 chilometri a lavorare.
La mia guida americana l'ho conosciuta attraverso Couchsurfing, il sito di scambio di divani fra viaggiatori, del resto era praticamente impossibile altrimenti incontrare uno dei due milioni di indigeni di qui dispersi come sono nella fiumana sprecata di materia umana costituita dai turisti.
La Chiesa Cristiana funziona come un Karaoke. Da lunedì spero di iniziare a far qualcosa nelle stanze strette, schiacciate fra due negozi, di un'associazione di accoglienza per adolescenti picchiati o scappati di casa per varie ragioni, in cui lavorano 20 dipendenti e credo altrettanti volontari.
Dopo mezz'ora il ragazzo che me ne spiegava l'operato (e che ho incontrato riflessivo fuori dal portone dell'ufficio), si è presentato come uno di quelli che ha potuto studiare grazie alla Nevada Partnership-Homeless.
Loro sono a corto di soldi perchè con la crisi sono crollate in generale le donazioni, io li ho incontrati cercando e ricercando su internet un modo per scoprire la città reale. "Il centro non lo frequentiamo granchè, quello è per gli stranieri. Ma c'è molta vita qui intorno se sai dove cercarla". Nel deserto di questa periferia infinita era stato difficile individuare dei luoghi di aggregazione. Per il resto non ho trovato niente di divertente qui a Las Vegas.
Nel centro in un giorno i ricchi infilano fra gli 800 e i 1500 dollari a testa al giorno fra le mutandine dei night, 150 dollari per mangiare, 300 per ballare. Ieri dove lavoro è stato giocato un torneo di poker per beneficienza, le briciole che cadono dal tavolo fanno litigare fra loro i passeri affamati.
http://vimeo.com/taffitv
studiotaffi
La mia visione, assolutamente personale, di Las Vegas, in video.
http://vimeo.com/5356586
http://vimeo.com/5256246
Marco