Ieri è stata una giornata importante per la nostra azienda, per il nostro staff, ma vogliamo crederlo anche per tutte le persone che ci sono state vicine e per quelle famiglie che utilizzano i nostri prodotti.
Abbiamo avuto la possibilità di presentare un grande risultato in un contesto fortemente istituzionale: alla Sala Conferenze dell'ex Hotel Bologna, che ora è una delle strutture del Senato della Repubblica, in collaborazione con AssoBioPlastiche, Kyoto Club e Assocai (ma c'era anche Chimica Verde e queste sono tutte realtà associative di cui facciamo parte) abbiamo presentato il nostro pannolino che oggi può vantare di essere l'unico pannolino al mondo certificato da un ente terzo come compostabile....
Cosa significa "Compostabile"? Significa che in un dato luogo - in questo caso un impianto industriale di compostaggio - ed in un dato tempo - un ciclo di novanta giorni - un prodotto biodegrada completamente e diventa “compost” e può rientrare nel ciclo della natura.
Non esistendo una norma specifica per i prodotti formati da multimateriali - ed il nostro pannolino ha 14 diversi componenti! - abbiamo accettato il rischio di usare lo standard EN13432 che però è stato pensato per gli imballaggi, molto spesso monomateriali.
Il CIC - Consorzio Italiano Compostatori ha svolto tutte le prove di compostabilità ed alla fine ci ha rilasciato il certificato.
Potremo quindi gettare il Pannolino nella raccolta della frazione organica (umido)? Teoricamente si, ma siccome gli impianti di compostaggio non sono tutti uguali, in attesa che si ottimizzi la parte normativa e si uniformino le regole di conferimento, è necessario verificare con ciascuna azienda locale responsabile della raccolta differenziata. Per ora sappiamo che il Trentino è intenzionato alla raccolta nell'umido e in alcune zone della Toscana è già avviato il conferimento con la frazione organica.
Vi informeremo tempestivamente di ogni ulteriore passo avanti che verrà fatto, ma non possiamo non sottolineare che è più facile prevedere risposte positive dagli impianti laddove vi siano forti le richieste degli utenti e forte una volontà delle autorità locali.
Si perchè, al di la del fatto "ecologico", dalla tavola rotonda di ieri è emerso che smaltire i pannolini nella frazione secca costa in media 200€ a tonnellata; se questo materiale venisse riciclato nella frazione organica, i costi, in media nazionale, scenderebbero a 80 € a tonnellata... Se valutando un costo di un prodotto si tenesse conto del fine vita, allora non sarebbe più vero che i nostri pannolini costano più degli altri più conosciuti e pubblicizzati.
Per approfondire:
Il Marchio Compostabile CIC http://www.compostabile.com/marchio_compostabile.html
“Compost” da Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Compost
Cosa significa “compostabile” da novamont.com
http://www.materbi.com/default.asp?id=765#b2971
Ma ecco il comunicato stampa pubblicato ieri:
COMUNICATO STAMPA
Ex Hotel Bologna, Via di Santa Chiara 4
I pannolini hanno una nuova vita. Per l’ambiente.
Roma, 27 Ottobre 2011¬ - Sono due miliardi i pannolini prodotti in Italia ogni anno. Oltre 500.000 tonnellate di rifiuti prodotti - secondo i dati CIC (Consorzio Italiano Compostatori) - che incidono tra il 5% e l’8% nella raccolta rifiuti.
W.I.P., grazie alla ricerca e all’innovazione, oggi presenta una novità assoluta in tutta Europa: i pannolini passano dalle plastiche sintetiche e non sostenibili alle plastiche biodegradabili. Per diventare compost.
Questo è stato il tema della tavola rotonda che si è svolta oggi presso l’ex Hotel Bologna a Roma.
All’iniziativa, promossa da Assobioplastiche in collaborazione con W.I.P. e con il patrocinio di Legambiente, Kyoto Club e Assoscai, hanno partecipato in qualità di relatori:
- Prof. Mario Malinconico, Coordinatore Comitato tecnico Assobioplastiche
- Marco Benedetti, Presidente W.I.P. SpA
- Sen. Francesco Ferrante, Vice Presidente Kyoto Club
- Stefano Ciafani, Direttore Scientifico Legambiente
- Giuseppe Lanzi, Presidente Assoscai
- Ing. Alessandro Canovai, Vice Presidente CIC
- Prof. Matteo Benozzo, Università di Macerata
- Prof. Francesco Bruno, Università di Macerata
- Antonio Rancati, Vice Presidente ASM Prato
- Massimiliano Atelli, Capo ufficio legislativo Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare
Ecowip riduce di 122.000.000 kg la CO2 emessa ogni anno. Da costo sociale a risorsa sostenibile, i pannolini monouso ecologici 100% EcoWip sono infatti compostabili e possono essere buttati nei rifiuti organici, contribuendo a un risparmio minimo per gli enti pubblici o per le famiglie italiane di 25.000.000 di euro all’anno.
W.I.P. ha dunque ottenuto la certificazione di compostabilità per il pannolino usa&getta Ecowip.
La certificazione è stata rilasciata dal Consorzio Italiano Compostatori (C.I.C.), una struttura che collabora con gli Enti pubblici per promuovere e perseguire la politica di riduzione dei rifiuti, l’attuazione della raccolta differenziata con particolare attenzione alla separazione, lavorazione, riciclaggio e valorizzazione delle frazioni organiche compostabili.
Consapevoli del fatto che gli uomini producono decine di milioni di tonnellate di scarti non recuperabili, la missione di WIP era riuscire a dimostrare che è possibile avviare un ciclo virtuoso che porti alla sostituzione delle plastiche sintetiche non biodegradabili e non sostenibili per il futuro del Pianeta, con prodotti migliori che possano essere trasformati in rifiuti biodegradabili ottenuti da risorse rinnovabili, che si prendano cura sia dell’ambiente sia della salute degli stessi consumatori. Ottenendo tale certificazione, WIP ha infatti dimostrato che i pannolini possono tornare ad essere materia dopo il loro ciclo di vita, una materia che può contribuire a mantenere attivi i terreni coltivati diminuendo l’uso di fertilizzanti sintetici e aiutando il terreno a mantenere quella carica vitale necessaria alle piante per crescere in modo sano.
Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa L’Aurora Comunicazione
Tel: 06.45541216
Email: ufficiostampa@lauroracomunicazione.it
Il progetto industriale di ECOWIP si fonda sui principi della moderna Green Economy: responsabilità sociale di impresa, sostenibilità del prodotto industriale, del suo ciclo vitale e rispetto per la persona non più soltanto “consumatore” ma parte attiva e critica del processo di definizione e impiego del prodotto stesso.
In particolare
- l’impiego di polimeri naturali derivati da risorse rinnovabili, soprattutto zuccheri complessi ottenuti dalla fermentazione di amido vegetale, alternativi alle plastiche ottenute dal petrolio e di altri materiali naturali come fibre derivati dalla gestione agricola o forestale di tipo biologico e con criteri di sostenibilità certificata
- il rispetto della naturalità delle materie prime impiegate anche con la rinuncia all’impiego di additivi chimici se non richiesti per disposizione di legge
- l’adozione di un innovativo sistema di protezione da possibili contaminazioni durante le fasi di assemblaggio dei prodotti
- l’adozione di pratiche virtuose per la riduzione dei rifiuti e di risparmio energetico.
Lo stabilimento di Castel San Niccolò, specializzato nella produzione di biopannolini, è stato realizzato bonificando un precedente insediamento industriale altamente inquinante, utilizzando pratiche di bioedilizia e gestione sostenibile del territorio.
L’azienda utilizza solo ENERGIA VERDE certificata. Nel 2011 è stato assegnato alla società il premio nazionale Sodalitas Social Award.
1 commento
Giuseppe
Bravo Marco! Solo te potevi farmi parlare al Senato!