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Appunto di Politica & Partecipazione

da Leopolda ad Hogwarts…storie di rottamatori e dissennatori

Inserito il 31 ottobre 2011

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Chiariamo subito che se non conoscete la saga del maghetto più famoso del mondo sarà difficle cogliere il senso della metafora.  Ma tanto per fare un po’ il bignami della situazione, sappiate che i dissennatori sono personaggi  strani che vanno in giro con un mantello nero per infliggere alla vittima il Bacio del Dissennatore con le loro mostruose fauci. Il “bacio” risucchia l’anima direttamente dalla bocca, strappando ogni pensiero felice, svuotando le persone di ogni pensiero gioioso fino a farle impazzire dalla disperazione. La caratteristica più pericolosa è data dal fatto che queste creature sono incapaci di discernere tra colpevoli e innocenti. I dissennatori sono classificati come XXXX e possono essere sconfitti solo tramite un incantesimo: il cosiddetto “Incanto Patronus” o, in formula, Expecto patronum.

Detto ciò, ripensavo a loro mentre mente scrivevo un commento su FB, dalle parti della Consigliera Anna Maria Tedeschi e ascoltavo ‘sta faccenda della Leopolda, di rottamatori, buoni propositi e gli ormai imprescindibili 10 punti che dovrebbero fare la differenza (manco fossimo ancora alla raccolta premi della Mira Lanza…e voi più giovani questa andatevela cercare).

Pensavo che un rottamatore che agita gli animi, non può limitarsi solo a rottamare, deve essere veramente in grado di fare la differenza e di farla in fretta, altrimenti sarà come aver risucchiato in un colpo solo tutta la speranza che è rimasta – e non è molta – e la sua responsabilità non sarà solo politica nei confronti di un partito e di una coalizione, ma anche morale nei confronti di tutti coloro che un cambio di rotta lo chiedono a gran voce perché questa nazione è ormai allo stremo.

E ascoltando il buon Matteo,  mi dico che avere voglia di cambiare le cose e la forza per farlo non è una questione generazionale, di questo me ne faccio sempre più convinta, è sopratutto questione di persone…(tanto per raccontarvi un po’ di affari miei, sabato scorso mi ha emozionato la riflessione di un assessore comunale – in prossimità di lasciare l’incarico in ticket con un consigliere più giovane  – il quale durante un incontro, ha lasciato ai “giovani”amministratori del tavolo una pillola di saggezza nel sottolineare la necessità di non sottrarsi al confronto più ampio su sfide più “alte” più “visionarie”, nonostante le urgenze del contingente premano alla porta…in maniera pacata quasi un invito a lasciare un po’ da parte l’arroganza che tutti ci ha contaddistinto quando avevamo 20/30 anni).

Ora è la volta della Leopolda e di Renzi e mi rendo conto che siamo schiavi della nostra storia, delle effigi predittive che ci hanno condannato a un ruolo ed un cliché, basta fare un giro dalle parti dell’Eur e leggere quello che c’è scritto sul Palazzo delle Esposizioni per scoprire che il nostro è sempre stato il paese dei grandi proclami (siamo o no il paese dei Poeti?!?).

Così come è sempre stato il paese dei Masaniello di turno (vedi alla voce Santi ed Eroi). E anche questa faccenda della rottamazione ci appartiene (basta fare un giro per le strade il mattino dopo capodanno…).

Ma mai come ora, invece, più che di rottamare (peraltro senza incentivi), c’è bisogno dell’operosità laboriosa di uomini e donne (giovani e non) che in maniera Umile e Certosina si diano da fare, perché credo che anche il tempo delle proposte sia finito …bisogna andare oltre e finalmente Scegliere, Decidere e Lavorare, tutti insieme, per il Bene Comune..

E quando non sentiremo più proclami vorrà dire che ce l’avremo finalmente fatta, perché chi fà, in genere, ha poco tempo per parlare a vuoto…

…ma questo è anche il paese delle mandrakate… e visto mai che arriverà un Expecto Patronum a salvarci! …in attesa non ci resta che riabbassare la testa e tornare al lavoro, buona settimana

p.s.
Utile per far passare l’effetto della presenza dei dissennatori e in parte anche per rinsavire, pare sia mangiare del cioccolato … così per dire…

2 commenti

Ritratto di Giuditta-Peliti

Giuditta-Peliti

Inserito il 02 novembre 2011 - 12:05

Cara Daniela condivido in toto, una sola piccola annotazione per un particolare che, alla luce dei tempi puo' sembrare beffardo, il palazzo su cui ci si descrive, tra gli altri, come "un popolo di poeti" (ma anche di santi e di trasmigratori - per non dire emigranti -) e' il "Palazzo della CIVILTA' DEL LAVORO" per buona pace di disoccupati, cassintegrati, mobilitati e licenziati.....

Ritratto di danielabianchi

danielabianchi

Inserito il 04 novembre 2011 - 10:27

grazie mille Giuditta... Smile hai ragione, un particolare non da poco...probabilmente anche l'inconscio s'è accorto della beffa e s'è appropriato della tastiera, rifiutando l'ovvio...Smile

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