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Appunto di Diritti & Reti sociali

DICHIARIAMO ILLEGALE LA POVERTA', NON I POVERI

Inserito il 07 agosto 2012

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Presso il Monastero del Bene Comune di SEZANO, nell'immediata periferia di Verona, la Scuola del Vivere Insieme ha ideato un progetto: “Dichiariamo illegale la povertà, non i poveri”. Attorno a tale progetto ha raccolto subito un eterogeneo gruppo di rappresentanti della società civile nazionale e anche internazionale. La Fondazione di Banca Etica ha aderito al gruppo promotore.
Il progetto parte da alcuni presupposti:
Poveri non si nasce, lo si diventa. Perciò è più esatto parlare di impoveriti. Le povertà, sono figlie dell’ingiustizia, dell’esclusione e delle inuguaglianze. Esse diventano la fragilità di esistenza. Ovviamente non ci si riferisce alla “povertà scelta”: il termine “povertà” assume, in altro paradigma, un'accezione assolutamente positiva.
Le diverse forme di lotta contro la povertà realizzate nel corso degli ultimi decenni, a livello nazionale ed internazionale, non hanno potuto (voluto) intaccare le cause strutturali dei processi d''impoverimento. Sono un esempio i Millennium Development Goals.
Occorre individuare e mettere fuori legge le cause strutturali che generano ed alimentano i processi d’impoverimento di interi popoli, gruppi e categorie sociali. 
L’obiettivo conclusivo dell'iniziativa "Dichiariamo illegale la povertà non i poveri" é di ottenere nel 2018, a 70 anni dalla “Dichiarazione Universale di Diritti dell’Uomo”, l’adozione di una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che affermi la legittimità della messa fuori legge dei fattori che sono all’origine di una ricchezza inuguale, ingiusta e predatoria e quindi dei processi di impoverimento e di creazione dei poveri.
Il primo lancio della campagna avrà luogo l’8 settembre 2012 con la 19^ Marcia per la giustizia Agliana-Quarrata (Pistoia) promossa dalla Rete Radié Resh, da Libera, dai Comuni di Agliana e Quarrata, dalla Provincia di Pistoia. Quest'anno aderiscono anche l'Università del Bene Comune e l'Ass. Monastero del Bene Comune di Sezano-VR.
Come é facile immaginare, un'iniziativa del genere non può essere promossa da un solo gruppo, ma, per avere senso e successo, deve diventare l’opera di una serie di organismi di diverso genere ed orientamento e di tante persone "militanti".
La mobilitazione prima italiana, poi europea e mondiale, vorrà coinvolgere le coscienze, i movimenti, le istituzioni locali e infine mondiali per individuare i fattori che creano impoverimenti (da leggi costituzionali a leggi ordinarie, da istituzioni a pratiche sociali).
Al fine di creare le condizioni favorevoli e indispensabili per l’approvazione della risoluzione, l’iniziativa mira a realizzare in 5-6 paesi del mondo (fra i quali l’Italia, il Québec, l’ Argentina, il Marocco, il Brasile, il Camerun, il Vietnam, il Belgio...), nel corso degli anni 2013-2017, delle campagne di mobilitazione cittadina miranti a dichiarare illegali una o due leggi nazionali, una o più istituzioni (nazionali ed internazionali), una o due pratiche sociali collettive che, in maniera manifesta, sono fra le cause strutturali che alimentano e rafforzano i processi d’impoverimento.
Una prima iniziativa analoga ha avuto luogo tra settembre 2010 e gennaio 2011 in Fiandria (B) ad opera del Teatro Reale Fiammingo.
Del primo gruppo di promotori cito alcuni: Luigi Ciotti e Alex Zanotelli, gli economisti Riccardo Petrella e Bruno Amoroso, la Rete Radiè Resch, la Federazione Chiese Evangeliche in Italia, il Collegamento Italiano Lotta alla Povertà, Nigrizia, Adista, Altrapagina, Mosaico di Pace.
Non è possibile pensare ed accettare, come le previsioni dell'ONU indicano, che nel 2032 (fra 20 anni) ci saranno più di 3,5 miliardi di esseri umani in uno stato di povertà assoluta (meno di 2 dollari oggi equivalenti). Non è possibile. E' tempo di mettere fuori legge i predatori della ricchezza del mondo e non i contadini, gli operai, gli insegnanti, gli impiegati, gli artigiani, i pescatori....
E’ tempo di combattere la povertà, non i poveri.
Le sole battaglie che si perdono sono quelle che non si combattono!
Noi soci di Banca Etica, già rappresentati dalla Fondazione e che vogliamo una finanza bene comune, possiamo prendere parte attiva alle manifestazioni contro la finanza speculativa che rende i ricchi più ricchi e i poveri più poveri. Tanti di noi potranno esserci già l'8 settembre alla marcia di Agliana-Quarrata (Pistoia).

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