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Ungheria, di nuovo alta tensione con la Commissione europea
Dopo una fase in cui il governo ungherese sembrava volersi porre in modo meno rigido di fronte alla Commissione europea, negli ultimi giorni tra Budapest e Bruxelles è tornato il gelo. L’organismo esecutivo dell’Ue ha inviato infatti ieri tre nuove lettere al primo ministro Viktor Orban, nelle quali chiede di garantire l’indipendenza della Banca centrale, dell’Agenzia per la protezione dei dati personali e, più in generale, dell’apparato giudiziario.
Si tratta della prima tappa della possibile apertura di una procedura di infrazione nei confronti dello Stato dell’Est europeo. Proprio per tale ragione, il premier ha deciso di rispondere in prima persona, oggi, di fronte al parlamento europeo di Strasburgo. Anche se entro i confini ungheresi, intanto, il governo punta sulla propaganda, etichettando l’affondo della Commissione come «un nuovo attacco della sinistra internazionale contro l’Ungheria».
Ciò nonostante, un portavoce dell’esecutivo di Budapest ha adottato un tono più conciliante, promettendo «un dialogo tecnico sulla compatibilità tra la legge ungherese e il diritto europeo». Un nodo cruciale riguarda proprio la Banca centrale: Orban punta infatti a ridimensionare il ruolo del governatore, accrescendo al contempo il peso del governo nell’istituzione. Manovra che non va giù a Bruxelles, che teme una deriva “autoritaria”, oltreché la perdita di autonomia da parte dello stesso istituto centrale.
18 Gennaio 2012
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