CITTADINI E POLITICI CHIEDONO UNA MAGGIORE RESPONSABILITÀ DELLE IMPRESE
Bruxelles, 12 luglio – Più di 70.865 cittadini europei e 144 esponenti politici e parlamentari europei hanno sottoscritto la petizione da consegnare al Commissario europeo per le Imprese e l’Industria, il vice presidente Antonio Tajani, invitando la Commissione Europea a rendere le imprese operanti nell’UE legalmente responsabili per gli impatti negativi delle loro attività sulle persone e sull'ambiente in tutto il mondo.
La petizione, coordinata dalla European Coalition for Corporate Justice (ECCJ), sarà consegnata appena prima della TAVOLA ROTONDA SU POLITICHE ECONOMICHE E DIRITTI UMANI NELL'UE, organizzata da Richard Howitt, MEP e Relatore del Parlamento Europeo sulla RSI, per mercoledì 13 luglio, alla quale parteciperà, in qualità di relatore, anche la direttrice di Valore Sociale Mariarosa Cutillo (per maggiori informazioni consultate il nostro sito www.valoresociale.it).
Filip Gregor, presidente della ECCJ, ha dichiarato: "Sono i cittadini di tutta l'UE ad effettuare il presente invito ad una maggiore responsabilità delle imprese, chiedendo diritti per le persone e regole per le imprese. Le aziende costituiscono una risorsa importante per lo sviluppo, ma, se si rendono causa di danni alle persone o all'ambiente, devono poter essere considerate responsabili e le vittime messe in condizione di accedere alla giustizia”. Ha aggiunto che le imprese dell'UE dovrebbero essere tenute a rivelare i dettagli delle loro attività, in modo che possano essere chiamate a risponderne.
130 parlamentari e deputati di tutto lo spettro politico si sono impegnati a sostenere lo sviluppo di tale quadro normativo di RSI, volto a rendere le aziende che hanno sede o operano all’interno dell'UE, le loro controllate e i loro amministratori, legalmente responsabili per le conseguenze sociali ed ambientali delle proprie operazioni, in particolare nei paesi in via di sviluppo. Dovrebbero, inoltre, essere adottate norme per consentire alle vittime di chiedere giustizia ai tribunali dell'UE.
Paul de Clerck, membro del gruppo direttivo dell’ECCJ, ha aggiunto: "Le misure proposte, ad esempio, permetterebberoalle persone colpite dal gas flaring a causa del gigante petrolifero Shell in Nigeria, di ottenere giustizia attraverso i tribunali europei. Nonostante, infatti, costituisca un pericolo per la salute, danneggi gli ecosistemi locali, emetta grandi quantità di gas serra e sprechi grandi quantità di gas naturale, i maggiori produttori di petrolio sono stati autorizzati a continuare questa pratica per decenni".
La Commissione dovrebbe pubblicare una comunicazione sulla responsabilità sociale delle imprese in autunno. Il mese scorso le aziende si sono affiancate all'UE nel dichiarare il loro sostegno per i Principi-Guida in materia di “Imprese e Diritti Umani”, elaborati dal rappresentante speciale delle Nazioni Unite John Ruggie e approvati dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite nel mese di giugno.
L’ECCJ è convinta che sia giunto il momento, per l'UE ed i suoi membri, di onorare i loro obblighi di protezione dei diritti umani dalle attività dielle imprese, così come chiaramente espresso anche dai Principi-Guida dell'ONU.