Potrebbe non essere lontano il tempo in cui chi soffre di celiachia non dovrà più rinunciare a pasta, pizza per seguire una dieta priva di glutine. Alcuni ricercatori italiani dell’Iss, del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura e dell’ospedale San Raffaele di Milano, hanno infattiscoperto che un decapeptide, cioè una molecola costituita da 10 aminoacidi, naturalmente presente nella frazione proteica di alcuni cereali, può combattere la tossicità della gliadina, la proteina presente nelle farine di grano, segale e orzo, responsabile della celiachia.
Come spiega lo studio pubblicato sul “Journal of Cereal Science”, questo decapeptide, denominato pRPQ, si è dimostrato capace di prevenire la tossicità della gliadina in vari modelli in vitro della malattia, compresa la coltura di mucosa intestinale di pazienti celiaci che riproduce i meccanismi di tossicità del glutine in vivo. Si potrebbe quindi ipotizzarne, se studi in vivo sul paziente ne confermassero l’azione protettiva, l’uso in terapia per consentire ai soggetti celiaci un normale consumo di glutine.
Una notizia che farà piacere alle molte persone colpite da questa malattia. La celiachia è infatti l’intolleranza alimentare più diffusa al mondo, con una prevalenza stimata dell’1%. In Italia nel 2010 le persone con la malattia diagnosticata erano 122mila, ma potrebbero essere molto di più.
Se si considera che la popolazione in Italia è di 60 milioni e la prevalenza dell’1%, in teoria il numero dei celiaci dovrebbe essere di 600mila. Come spiega la relazione al Parlamento 2010 sulla celiachia del ministero della Salute, l’estrema variabilità dei sintomi e segni con cui la malattia si manifesta, rende spesso difficile la diagnosi, che in molti casi arriva in ritardo. Il periodo medio che intercorre infatti dalla presa di consapevolezza dei sintomi da parte del paziente alla diagnosi supera i sei anni.
Si stima addirittura che per ogni celiaco diagnosticato, ve ne siano almeno dieci non consapevoli di essere affetti e che di conseguenza non seguono la terapia dietetica, esponendosi alla comparsa di complicanze come quelle neoplastiche. La fascia di età più colpita è quella dai 10 anni in su con 104.081 celiaci del 2010 contro i 90.234 del 2009, mentre le Regioni che ospitano più celiaci sono Lombardia con 15,3%, Lazio con 11,2% e Campania con 11%.