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GB, si estenderanno le norme sulla trasparenza nei bonus?
ono giorni cruciali per il tanto discusso tema delle remunerazioni dei banchieri: a breve le grandi banche renderanno noti i compensi per il 2011. E – spiega il quotidiano britannico Guardian – di volta in volta emergono dettagli che, fino a qualche mese fa, sarebbero rimasti riservati.
L'anno scorso infatti è intervenuta la Financial Services Authority, che ha obbligato gli istituti di credito a render noti i dati aggregati sulle remunerazioni del “code staff” (il personale che ha responsabilità sul profilo di rischio della banca). Nel 2010 per Barclays erano 231 persone, che hanno guadagnato in media 2,4 milioni di sterline; per RBS sono stati 323, per una media di 1,1 milioni a testa. A tali richieste si sono dovuti adeguare anche i colossi bancari statunitensi che operano nella City, come Goldman Sachs, Citigroup e JPMorgan. Ma non si è certo arrivati a soddisfare le richieste di Sir David Walker – ex presidente di Morgan Stanley incaricato dall'esecutivo di dare una consulenza sul settore bancario – che voleva obbligare le banche a specificare il numero di dipendenti che intascavano cifre superiori al milione.
In merito alla trasparenza è poi intervenuto il progetto Merlin, fortemente voluto dal cancelliere dello Scacchiere George Osborne e siglato lo scorso febbraio. Barclays, Santander, HSBC e le nazionalizzate Lloyds e RBS, fra le altre cose, hanno promesso di diminuire i bonus dei dirigenti e rendere noti quelli più sostanziosi (senza tuttavia dover rivelare i nomi dei beneficiari, come avviene negli Stati Uniti). Si scopre così che Barclays nel 2010 ha sborsato 110 milioni di sterline per i cinque “top earners”: compresi Rich Ricci e Jerry del Messier, a capo della divisione d'affari, che hanno intascato 40 milioni a testa. Tuttavia, molte altre figure-chiave vengono “lasciate fuori” da tale norma.
A questo punto, stando al quotidiano d'Oltremanica, l'esecutivo di David Cameron sta ipotizzando di allargare (da cinque a otto) la cerchia dei dirigenti che dovranno rivelare i propri compensi. E, soprattutto, di coinvolgere anche i colossi d'affari. Le consultazioni andranno avanti fino a febbraio. Per questo, tuttavia, si teme che le conclusioni arrivino in ritardo rispetto alla pubblicazione delle relazioni annuali delle banche. E che, dunque, per i cambiamenti concreti si debba aspettare ancora un anno.
18 Gennaio 2012
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