Zoes farm
Appunto di Produzione e Responsabilità

Lucciole per la Patagonia

Inserito il 24 gennaio 2012

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La società civile cilena e il consiglio per la difesa della Patagonia da due anni stanno conducendo una strenua battaglia per impedire che la regione dell'Aisen, dichiarata una delle zone con l'ecosistema più incontaminato al mondo, attraversata dai fiumi Pascua e Baker, venga irrimediabilmente deturpata da un mega progetto di costruzione di dighe per la produzione di energia idroelettrica.
Le radici di questo progetto affondano nel periodo più nero della storia cilena, la dittatura di Pinochet. Nel 1981 Pinochet privatizza quasi tutte le risorse idriche in Cile. Nei trent’anni successivi i diritti per lo sfruttamento dell’acqua vengono ceduti a grandi imprese e multinazionali interessate a produrre energia idroelettrica. Dagli anni novanta si realizzano le prime grandi dighe. Centinaia di famiglie sono costrette a lasciare le proprie case e ad assistere all’inondazione dei propri campi.
Perchè ci interessa come cittadini italiani che il progetto non seguiti? Cosa possiamo fare?
Alla prima domanda rispondiamo raccontando la storia del consorzio HydroAisen, titolare del progetto e delle concessioni, composto dai gruppi di Endesa, controllata dall'italianissima ENEL, e di Colbùn.
Alla seconda domanda ecco la risposta:
La campagna Patagonia senza dighe e il collettivo italo cileno di registi Lucciole per lanterne hanno raccolto l'appello della società civile cilena e del Consiglio per la Difesa della Patagonia, riportando la questione in Italia all'attenzione dell'Enel, del Governo Italiano, azionista di maggioranza dell'Azienda elettrica, dei cittadini clienti e azionisti Enel. Il progetto HidroAysen, questo il nome, è un sistema di cinque grandi dighe che prevede di attraversare i fiumi Pascua e Baker per apportare solo il 20% in più dell’intera capacità di generazione attualmente installata nel paese. Il riempimento dei bacini sommergerà 5900 ettari di terra sulla quale sono ancora oggi presenti alcune importanti foreste primarie. L’elettricità verrà trasportata 2450 chilometri più a nord attraverso delle linee ad alta tensione sorrette da 6000 torri alte 70 metri.
La Campagna Patagonia senza dighe sta organizzando un Viaggio di solidarietà nella Patagonia senza dighe, dal 3 al 18 marzo. Il viaggio si inserisce nel quadro delle iniziative di informazione, sensibilizzazione e mobilitazione che la ca mpagna sta promuovendo in Italia.
Si tratta di un primo esperimento finalizzato ad avviare un’iniziativa permanente di turismo ecologico e responsabile insieme alle comunità locali, come risposta alternativa ad un modello di sviluppo basato sulle grandi opere e la devastazione ambientale. Il viaggio è aperto a un gruppo di 12 persone. Quota minima per garantire la partenza 8.
Per info sui costi e sul viaggio scrivete a viaggiopatagoniasenzadighe@yahoo.it o chiamate il 334 342 1146 dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 14.00. Clicca qui per scaricare il programma del viaggio.
L'altro progetto in difesa della Patagonia e che da voce alle popolazioni è Lucciole per Lanterne.
Accanto alla Campagna Patagonia senza dighe si muove il collettivo di registi e videomaker italo cileni che dal 2010 documentano la vita e i rischi incombenti in quella regione.
Nella prima fase del progetto Lucciole per Lanterne il gruppo ha attraversato la Patagonia seguendo il corso dei due fiumi interessati dalle cinque dighe ascoltando gli abitanti di quella terra. I risultati di questa prima esperienza sono raccolti nei video disponibili sul blog http://luccioleperlanterne.wordpress.com/
Il progetto prosegue con la realizzazione del documentario Lucciole Per Lanterne.
Il documentario è in fase di realizzazione e il collettivo ha scelto lo strumento del crowdfunding per finanziare parte del documentario, strumento da alcuni anni molto diffuso nelle produzioni indipendenti. Alla base c'è il desiderio di coinvolgere quante più persone nello sviluppo di un'idea e di contare sul piccolo contributo di ciascuno, creando una rete di sostenitori interessati a che il progetto sia portato a termine perché ne condividono lo spirito. Nel nostro caso, chiediamo a tutti coloro che vogliono adottare la battaglia della difesa della Patagonia, soprattutto in Italia, essendo coinvolta Enel, di contribuire alla realizzazione del documentario e di avvicinarsi, attraverso il nostro lavoro, a quella terra lontana e a tutti coloro che lì vivono e attendono con angoscia e rabbia la devastazione che incombe sul loro mondo.

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