Sabato 14 aprile, a Rovigo, a conclusione del convegno sulla "Giustizia Ambientale", sono stati premiati i vincitori del concorso fotografico "Rappresentare le Aree Fragili".
Il Premio per il "Miglior progetto fotografico" è stato assegnato alle opere di Maddalena Zampitelli di Napoli, che raccontano la fragilità di Romagnano al Monte in Irpinia.
Il Premio per la "Foto più rappresentativa" è stato assegnato alla foto del fiorentino Andrea Semplici di Firenze delle case della vecchia piazza di Roscigno, paese del Cilento.
Ai vincitori è stato conferito in Premio un abbonamento annuale a Valori e un buono acquisto da spendere in una Bottega del Commercio equo-solidale.
Le foto vincitrici e quelle degli altri 5 concorrenti sono esposte fino al 29 aprile nel Palazzo della Provincia di Rovigo.
In allegato si possono vedere le foto premiate, mentre tutte le foto concorrenti sono visionabili in Flickr al seguente indirizzo: http://www.flickr.com/photos/78391338@N04/
Sto leggendo in questi giorni di land grabbing in Africa, ma non solo; poi ci sono gli incendi che modificano la destinazione d'uso del suolo, il suo prezzo oltre che la sua funzionalità idrogeologica. Mi intriga molto l'idea che possa partire una nuova corsa alla terra anche nelle aree fragili d'Italia non più comandata dalla speculazione edilizia (se Dio vuole per alcuni anni dovrebbe stare ferma) ma dalla ricerca di valorizzazioni di altro tipo, ad esempio gli usi energetici dei boschi e dei campi di mais. Ma mi fermo; chi ha idee in proposito...
Ho una mezza idea, che è una mezza proposta; domenica 27 maggio sarò a Terra Futura a Firenze; mi piacerebbe andare all'iniziativa di Le Mat (vedi messaggio precedente); chissà se prima o dopo, forse meglio dopo, ci fosse la possibilità per vedersi con qualche aficionado del gruppo Aree fragili; gli argomenti non mancherebbero: dall'idea di rendere permanente la rappresentazione fotografica delle aree fragili (ci sta pensando Laura Callegaro), al tema del convegno del prossimo anno, fino ad arrivare alla questione di fondo: come coniugare lo studio delle aree fragili con l'intervento in queste