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Appunto di Politica & Partecipazione

GIÙ LE MANI DALL'ACQUA!

Inserito il 15 gennaio 2012

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L'ESITO DEI REFERENDUM SULL'ACQUA VIENE SERIAMENTE MESSO IN DISCUSSIONE DAL DECRETO LIBERALIZZAZIONI CHE IL GOVERNO MONTI STA APPRONTANDO.
DI SEGUITO TROVATE UN'OTTIMA SPIEGAZIONE DEI CONTENUTI CHE RIGUARDANO LA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO (di Paolo Carsetti del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua).
RICORDIAMOCI DI FIRMARE E FAR FIRMARE L'APPELLO "GIÙ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA" --> http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petiti... E DI CONCRETIZZARE LA CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE per L'AUTORIDUZIONE DELLE BOLLETTE dell'ACQUA --> http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_conten...
...E PASSSIAMO PAROLA !! Wink

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Care/i,
lo scenario è in rapida evoluzione e oggi già diversi quotidiani riportavano stralci della bozza di decreto sulle liberalizzazioni.
Siamo appena venuti in possesso di tale bozza (in allegato) che il Governo Monti intende approvare nel prossimo Consiglio dei Ministri del 20 gennaio.
Stando al testo attuale, l’attacco al risultato referendario dello scorso giugno è diretto e soprattutto indirizzato verso la possibilità di ripubblicizzazione del servizio idrico.
Con l’art. 20 (“Aziende speciali e istituzioni”), infatti, si attacca direttamente il risultato ottenuto dal referendum sull’acqua, che, grazie al rimando alla disciplina comunitaria, aveva reso possibili le gestioni dirette degli enti locali attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali: si dichiara infatti che le aziende speciali possono intervenire “per la gestione di servizi diversi dai servizi di interesse economico generale” (presupponendo artatamente che il servizio idrico integrato sia tale) e le si assoggetta per la prima volta al patto di stabilità interno. Un attacco diretto alle esperienze come quella del Comune di Napoli, per fermarla in quel caso, e per evitare il suo proliferare sul territorio nazionale.

Così come continua a non essere rispettato l’esito del secondo referendum che prevede la fine dei profitti sull’acqua (attraverso l’eliminazione della remunerazione del capitale investito), ora il Governo vuole mettere la parola fine alla possibilità di una gestione direttamente pubblica e partecipata dalle comunità locali del servizio idrico integrato, proseguendo con la sua consegna alle società per azioni.

Quell’articolo deve essere immediatamente ritirato!
Mobilitiamoci in tutti i territori per il rispetto della volontà democratica e per l’attuazione immediata del voto referendario.
E nel caso in cui questo imbroglio venisse comunque inserito nel decreto, iniziamo a ragionare sulla convocazione di una manifestazione nazionale durante il periodo di discussione parlamentare.

Un saluto.
Paolo Carsetti

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