A volte ci chiedono come si fa a mandare avanti l'aiasanta:
le accoglienze, le ristutturazioni, le idee, gli animali, la vita comunitaria, le (poche) pulizie.... e tutti che lavorano "fuori".
Soprattutto come avviene quella magia che ci arrivi e... ti senti a casa.
Non lo sappiamo!
Il non esserne proprietari? Le nostre diversità che tolleriamo e diventano ricchezza?
Il caos creativo? La proiezione liberatrice del così farei-ma non farò? Il fatto che ci divertiamo?
I ragazzi che ci crescono?
Chissà, in fondo ci importa poco, non vogliamo mica fare un modello replicabile 
Una cosa che forse merita una riflessione è che il coraggio di far cose diverse e apparentemente difficili nasce anche dall'accettazione dei propri limiti. Sai cosa puoi offrire e fin dove puoi arrivare, ma conoscere e accettare questi limiti invece di bloccarti ti fa dire... si puo fare! Arrivo fino a lì
Con gli anni l'esperienza ti dimostra che è vero, che spesso è più quel che si riceve che quel che si da, che il poco, male e arraffazzotato ha naturalmente prodotto gioia, scelte, percorsi, vita.
Precarietà, privilegio, allegria, voglia di fare, ferite.... parole che descrivono l'aiasanta.
Fonti di vita,
limiti e coraggio allo stesso tempo
1 commento
Cristina Mastroianni
Non vi conosco, ma penso che tutto quello che fate sia fantastico, che ci siano indubbiamente difficoltà nel confrontarsi giorno dopo giorno con ragazzi in difficoltà, ma il vostro esempio da coraggio anche nei momenti in cui magari si vorrebbe fare altro. Io sono un'insegnante di scuola media e mi confronto giorno dopo giorno con ragazzi difficili o in difficoltà. Certe volte sono un pò arrabbiata, quando cerco di dare il meglio e magari sto aiutando qualcuno al banco e qualcun'altro poi fa qualcosa che non ti aspetti e ti chiedi perché lo fa. Trovo che nel mestiere di educatore ci sia una forte missione in cui spesso la lezione didattica va in secondo piano. Un messaggio come quello scritto qui sopra dà la forza di andare avanti con ottimismo. Ciao!